L'evoluzione orbitale dei centauri per la comprensione dei rischi per i pianeti terrestri
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I Centauri vengono da lontano ma entrano nella regione planetaria interna con masse e velocità di tutto rispetto, rappresentando uno dei rischi maggiori per i pianeti


Fonte M A Galiazzo et al, The threat of Centaurs for terrestrial planets and their orbital evolution as impactors., Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (2018)


Orbita di un centauro.
Orbita di un centauro.

I centauri sono corpi minori del Sistema Solare le cui orbite originarie si attestano tra Giove e Nettuno. Un team di scienziati ha stimato il numero di incontri ravvicinati e di impatti con pianeti terrestri dopo il periodo noto come Tardo Bombardamento Pesante e verificatosi 3.8 miliardi di anni fa nonché la possibile dimensione dei crateri scaturiti dalla collisione. 
I centauri hanno origine principalmente da oggetti trans-Nettuninani e sono tra le sorgenti dei NEO (Near Earth Objects), quindi è fondamentale conoscerne l'evoluzione orbitale che potrebbe portare a una collisione con i pianeti terrestri producendo danni catastrofici.

Lo studio ha ipotizzato un numero stazionario di corpi celesti di questo tipo giungendo alla stima delle possibili dimensioni degli eventuali crateri. I centauri possono divenire comete attive per la presenza di acqua riscontrata su un elevato numero di oggettidi questo tipo e anche la quantità di acqua rilasciata, quindi, è un elemento da computare nei calcoli. 
Le dimensioni dei crateri possono estendersi fino a centinaia di chilometri di diametro ma la maggior parte dovrebbe attestarsi su valori inferiori ai dieci chilometri. Prendendo a riferimento un corpo impattante di circa dodici chilometri di diametro, i ricercatori hanno stimato in media due impatti dal Bombardamento Pesante per la Terra e uno o due per Venere, un valore molto meno intenso rispetto agli impatti dovuti a asteroidi della Fascia Principale ma i centauri risultano più massicci e più veloci. Per corpi con un diametro superiore al chilometri la frequenza di impatti è molto superiore, circa uno ogni 14 mila anni per la Terra e uno ogni 13 mila anni per Venere, con il valore che sale a 46 mila anni per Marte. Circa la metà dei centauri può entrare nella regione dei pianeti terrestri mentre circa il 7% interagisce con i pianeti stessi.  
Il lavoro può essere molto importante per lo studio degli eventi catastrofici che hanno segnato l'evoluzione dei pianeti terrestri.