Pseudo-shock come nuovi elementi per il riscaldamento della corona solare
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Le immagini di IRIS della NASA forniscono preziose informazioni riguardanti grumi di plasma sparati dalla fotosfera verso la corona con apporto di energia


Fonte Nature Astronomy - “Confined pseudo-shocks as an energy source for the active solar corona“, di Abhishek Kumar Srivastava et al.


Una nuova causa di riscaldamento della corona solare. Crediti IRIS
Una nuova causa di riscaldamento della corona solare. Crediti IRIS

Il riscaldamento della corona solare a milioni di gradi, sopra una fotosfera che raggiunge soltanto i 5.500 gradi, rappresenta da decenni uno dei più grandi misteri astrofisici e soltanto di recente si stanno aggiungendo tasselli via via più precisi per la comprensione di quali possano essere i processi alla base di questa temperatura inspiegabilmente elevata. 
In attesa dei dati dal Parker Solar Probe, satellite NASA in viaggio verso il Sole, allo stato attuale i processi indiziati riguardano essenzialmente le riconnessioni magnetiche legate alla dissipazione di corrente e la presenza di onde magneto-idrodinamiche sul Sole. 
Nuovi dati ottenuti da IRIS (Interface Region Imaging Spectrometer) mostrano la presenza di pseudo-shock intorno a una macchia solare, elementi in grado di imprimere una fonte di energia aggiuntiva in grado - a sua volta - di raggiungere la corona solare, riscaldandola.

Si tratta di grumi di plasma che vengono scagliati a oltre centomila chilometri orari dalla fotosfera verso l'alta atmosfera, con conseguente trasferimento di energia, in un processo chiamato - appunto - pseudo-shock.

I fenomeni furono notati per la prima volta nel 1958 da Luigi Crocco all'interno di flussi di fluidi supersonici decelerati a velocità subsoniche in condotti, ma è la prima volta che vengono osservati sul Sole.