Modelli atmosferici fanno "vivere" Proxima-b
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Le simulazioni di modelli atmosferici per il pianeta Proxima-b, elaborati ipotizzando orbita bloccata o risonanza 3:2, indicano la possibilità di un mondo vivibile e stabile


Fonte Flaring activity of Proxima Centauri from TESS observations: quasi-periodic oscillations during flare decay and inferences on the habitability of Proxima b, Astrophysical Journal


Scoperto ad Agosto 2016, il pianeta che orbita la stella Proxima Centauri, chiamato Proxima-b, è salito subito sugli scudi come "gemello" terrestre e da allora molti studi hanno cercato di capire se questa somiglianza fosse vera o meno soprattutto in termini di sostenibilità di forme di vita. 

A settembre 2018 un team di astrofisici e meteorologi ha utilizzato il Met Office Unified Model, lo stato dell'arte per la simulazione atmosferica usato per decenni, con profitto, sulla Terra, per portare avanti delle simulazioni numeriche nel tentativo di prevedere possibili scenari ambientali sul pianeta, ipotizzando valori per parametri ancora ignoti.  Le ipotesi maggiori sono state adottate sulla rotazione del pianeta, ipotizzando un blocco mareale operato dalla stella (una rotazione per ciascuna rivoluzione , mostrando quindi la stessa faccia alla stella come la Luna fa con la Terra) e una risonanza 3:2, la stessa di Mercurio intorno al Sole. I risultati, pubblicati su Astronomy & Astrophysics, parlano di una atmosfera potenzialmente abitabile e di un clima sostanzialmente stabile, quindi adatto allo sviluppo e alla sostenibilità di forme di vita, di qualsiasi tipo esse siano. Una netta differenza rispetto alla nostra atmosfera sta nel picco di emissione della stella-madre, visto che la maggior radiazione di Proxima viene emessa nell'infrarosso vicino con conseguenze differenti, rispetto a noi, su vapore acqueo e anidride carbonica.

Soprattutto  il modello basato su risonanza 3:2 sembra il più adatto alla vita, e inoltre un'orbita più eccentrica porterebbe a un deciso miglioramento dell'abitabilità del mondo. Nonostante i flare altamente energetici subiti da Proxima b, alcuni modelli sostengono che il pianeta potrebbe comunque riuscire a mantenere una quantità di acqua sufficiente a supportare la vita in barba a ionizzazioni, venti solari e effetto serra.

Ancora non sappiamo se il pianeta sia in possesso di una atmosfera e se ci sia acqua, ma le speculazioni fioccano dal giorno dell'annuncio della presenza del pianeta. Il pianeta potrebbe essersi formato a maggior distanza dalla stella rispetto all'orbita percorsa ora oppure potrebbe essersi formato con una componente di acqua dieci volte superiore a quanto non abbia fatto la Terra. Nulla di tutto questo è noto e così entrano in gioco le simulazioni, in grado di analizzare diverse condizioni di partenza. Proprio le simulazioni hanno fornito risultati positivi in più di un caso. Speculazioni, visto che il pianeta neanche transita davanti alla propria stella e quindi è davvero molto complesso fissare condizioni di partenza verosimili.

Stella che, comunque, resta una nana rossa e, si sa, le nane rosse non sono poi così tranquille e così a Settembre 2019 un altro articolo rema in senso contrario. 

I triangoli arancioni evidenziano i flare su Proxima lungo la curva di luce di TESS. Crediti Krisztián Vida (Konkoly Obs.)
I triangoli arancioni evidenziano i flare su Proxima lungo la curva di luce di TESS. Crediti Krisztián Vida (Konkoly Obs.)

Proxima ha un decimo della massa solare ma la sua fervente attività energetica era ben nota già da prima della scoperta del pianeta. Le eruzioni rilasciano una energia in grado di superare di dieci volte l'evento di Carrington che nel 1859 abbagliò la Terra. Un flare del genere nel 2016 fece aumentare la luminosità di Proxima di un fattore settanta, divenendo l'unica nana rossa visibile a occhio nudo, anche se per pochi minuti. 

I dati di TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite) hanno evidenziato in cinquanta giorni ben 72 flare, legati forse all'oscillazione radiante del plasma o a riconnessioni del campo magnetico . Simili attività impattano senza dubbio sul pianeta b, la cui atmosfera - se esistente - non troverebbe mai pace (Flaring activity of Proxima Centauri from TESS observations: quasi-periodic oscillations during flare decay and inferences on the habitability of Proxima bAstrophysical Journal).