Una nuova stella si accenderà nel Cigno nel 2022?
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Secondo lo studio della luminosità di un sistema binario chiamato KIC 9832227, la costellazione del Cigno potrà contare su una nuova stella brillante dal 2022.


Fonte Phys.org


Nel 2008 l'astronomo Romuald Tylenda studiò la curva di luce della stella V1309 Scorpii prima della sua esplosione come supernova: la curva mostrava una diminuzione nel tempo di mutua rotazione tra gli astri che componevano un sistema binario a contatto, in cui le due stelle condividono parte dell'atmosfera. Un comportamento che, se standard, può rappresentare una "stele di Rosetta" per capire quando un sistema binario andrà incontro a una esplosione.  Ed è proprio questo che ha pensato il Prof. larry Molnar studiando il sistema binario a contatto chiamato KIC 9832227, nella costellazione del Cigno, che sta mostrando lo stesso comportamento pre-esplosione della stella dello Scorpione. Un comportamento che ha fatto sbilanciare verso la più ardita previsione della storia astronomica: KIC 9832227 esploderà nel 2022 e in quell'anno la costellazione del Cigno potrà contare su una brillantissima stella in più da aggiungere alla Croce del Nord. Anno più, anno meno, ovviamente! La previsione, apparentemente azzardata, si basa sul tasso crescente di diminuzione del tempo di rivoluzione dei due astri del sistema binario, perfettamente in linea con quanto atteso trattando il declino di V1309 come una legge standard.  Staremo a vedere, anche perché la stella continua a essere tenuta sotto occhio di diversi telescopi a diverse frequenze per verificare l'andamento dei movimenti in rapporto alla stella dello Scorpione.   A settembre 2018 uno studio pubblicato su The Astrophysical Journal dal titolo "Using Vulcano Data to Negate the 2022 Red Nova Merger Prediction" fuga ogni dubbio riportando un errore nei dati utilizzati dallo studio precedente: le eclissi si verificano un'ora e mezza più tardi rispetto alle attese della teoria della fusione il che ha portato a una rivalutazione di tutto il dataset utilizzato. La rivisitazione dello studio, anche confermata da Molnar, nega quindi ogni possibilità di fusione.