Le virate degli AGN tra i misteri dell'universo
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Non si tratta solo di inclinazione: ci sono AGN che virano da un aspetto a un altro nel giro di poco tempo e uno studio cerca di scoprirne i motivi


Fonte Phys.org


Qualche anno fa, il centro della galassia NGC 2617 è divenuto molto più brillante del solito in risposta all'attività del buco nero posto al suo interno. Oggi uno studio pubblicato su Monthly Monthly Notices of the Royal Astronomical Society cerca di far luce sull'accaduto. Siamo abituati al tranquillo buco nero della Via Lattea, ma sappiamo bene che molte altre galassie sono in possesso di buchi neri supermassicci molto attivi, in grado di fornire una radiazione, dalle zone circostanti, di gran lunga superiore a quella di tutte le altre stelle messe insieme. Sono le Active Galactic Nuclei (AGN) e possono offrire una visione diretta del materiale che cade verso l'orizzonte degli eventi oppure possono nascondere la zona dietro dense coltri di nubi e di gas. Questione di inclinazione rispetto alla nostra visuale, quindi, più che diversità di oggetto. E allora come si spiega il passaggio di uno stesso oggetto da un tipo all'altro, visto che non può essere cambiata l'inclinazione? Già nel 1984 un fenomeno di modifica è stato registrato in NGC 4151 e da allora gli eventi hanno riguardato diverse dozzine di AGN. Ultimo, il caso di NGC 2617, oggetto dell'articolo.  La zona centrale di NGC 2617, nel 2013, è passata da uno stato nascosto a uno stato di esposizione della regione centrale e questo stato dura ancora a oggi. La motivazione è ancora una incognita ma il fenomeno non è poi così raro. A questo punto, anzi, dovrebbe essere anche abbastanza tipico tanto da portare a varie possibili spiegazioni.  La prima possibilità riguarda un evento di distruzione mareale di una stella da parte del buco nero, ma si tratta di un evento troppo raro per giustificare il numero di virate di AGN registrato. Il buco nero, perciò, potrebbe aver aumentato il tasso di alimentazione di gas emettendo una maggior quantità di radiazione. Questo aumento potrebbe aver distrutto parte della ciambella di polvere intorno al buco nero stesso, rendendolo esposto.  Le osservazioni a ampio spettro sono state portate avanti tramite il MASTER Global Robotic Network, il nuovo telescopio posto a Kislovodsk da 2.5 metri, il telescopio dell'Azerbaijan da 2 metri, Swift della NASA e altri osservatori minori.    La fonte è Phys.org {{agnvar}}