CME: meno prevedibili del previsto
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Uno studio della University of Reading mostra come la struttura dei CME non risponda al vento solare come una bolla unica, il che rende molto più difficile prevederne i movimenti.


Fonte Phys.org


Non sono soltanto bolle di plasma che si possono dirigere verso la Terra influenzando le comunicazioni satellitari e la saluta umana degli esseri presenti nelle stazioni spaziali o sugli aerei: se fosse così, prevedere i CME sarebbe un po' più semplice.  Invece, secondo uno studio della University of Reading, le espulsioni di massa coronale (CME, appunto) sono nuvole che risentono del vento solare che incontrano lungo la strada: ne vengono deviate assumendo traiettorie imprevedibili.  Queste enormi quantità di plasma, quindi, non si comportano come un oggetto singolo ma come una nube complessa, il che aumenta la difficoltà delle previsioni di space weather. Questo è dovuto al fatto che la CME raggiunge presto la velocità di espansione superiore alla velocità con la quale le informazioni possono viaggiare al suo interno: questo determina la fine della struttura unitaria e coesa.  Nel 2011 il rischio derivante da space weather è stato aggiunto al Government National Risk Register of Civilian Emergencies. La fonte è University of Reading   {{messengercme}} {{windace}} {{caosmagnetosfera}}