Una zampata di gatto alla formazione stellare
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Osservazioni di ALMA mostrano enormi variazioni in una zona di formazione stellare all'interno della Nebulosa Zampa di Gatto. Causa da ricercare nella quantità di materiale circostante.


Fonte Phys.org


  E' davvero difficile trovare delle regole nella formazione stellare e uno dei motivi che rende la questione complessa è la dipendenza dall'ambiente esterno di ciò che si osserva.  Una dimostrazione viene dalla luce che, partita 5500 anni fa dalla Nebulosa Zampa di Gatto (NGC 6334), giunge a noi. All'interno di queste nebulosa si stanno formando stelle e il protoammasso aperto che ne nasce è stato osservato già nel 2008. Un protoammasso normale, tipico, eppure in questo breve lasso di tempo ha visto le cose cambiare notevolmente: una delle protostelle, battezzata NGC 6334I-MM1, sta crescendo a dismisura e oggi brilla cento volte di più di quanto non faceva a inizio della sua vita, grazie alla quantità e alla densità del gas che, nelle zone adiacenti, viene a scontrarsi con l'astro nascente. Una luminosità nel millimetrico quattro volte maggiore di quella osservata nel 2008, il tutto dovuto all'impennata di dimensioni derivante dall'acquisizione di materiale circostante. Le nuove osservazioni, datate 2015-2016, sono state portate avanti da ALMA (Atacama Large Millimeter/submillimeter Array) e da SMA (Submillimetre Array).   {{almagatto}} La fonte è Media INAF