Niente materia oscura, solo pulsar
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Uno studio del Kavli institute basato sui dati di LAT evidenziano come l'alone gamma che circonda il centro galattico possa essere spiegato con le sole pulsar, senza ricorso alla materia oscura


Fonte Phys.org


La materia oscura è la sfida del secolo: una materia che si manifesta soltanto in senso gravitazionale ma la cui natura è tutta da decifrare. Si dice che in alcune circostanze, tuttavia, la materia oscura possa manifestarsi: in caso di collisione di particelle oscure o di decadimento, infatti, questa materia dovrebbe creare una radiazione gamma osservabile da strumenti come quelli utlizzati dalla Fermi LAT Collaboration, come il Fermi Gamma-ray Space Telescope e il Large Area Telescope (LAT).  Un alone di raggi gamma circonda il centro della Via Lattea in maniera molto evidente, in misura superiore a quanto non dovrebbe fare e questo fenomeno è stato ricondotto da molti, in passato, ai segni della presenza di materia oscura. Proprio nel centro galattico, infatti, questa dovrebbe essere più concentrata e dar vita a collisioni e decadimenti maggiori.  Oggi, uno studio condotto da Mattia Di Mauro del Kavli Institute for Particle Astrophysics and Cosmology (KIPAC) mostra come il segnale dal centro galattico non sia in effetti conforme a quanto atteso: dal decadimento di materia oscura ci si attende una emissione gamma lineare mentre quella registrata è fatta di spike evidenti, provenienti da sorgenti puntiformi. Tali sorgenti vengono indicate in pulsar, i resti compatti delle stelle di grande massa passate a miglior vita. In effetti il 70% delle sorgenti puntiformi nella Via Lattea sono pulsar e questo rende molto probabile che l'eccesso gamma riscontrato provenga da oggetti di questo tipo, ma per essere certi è stata analizzata anche la trama spettrale dell'emissione.  Seguiranno osservazioni radio, con la speranza di poter passare da una radiazione di insieme all'individuazione delle singole periodicità che caratterizzano univocamente la classe pulsar.  Le pulsar, tuttavia, hanno una vita di circa 10 milioni di anni prima di rallentare e perdere energia, il che è incompatibile con l'età delle stelle presenti nel centro galattico, ben più avanzata. Questo gioca a favore di un allungamento della vita delle pulsar indotto da sistemi binari: la presenza di stelle compagne alle quali sottrarre massa e energia, infatti, risolverebbe il problema.  Se fosse materia oscura, del resto, lo stesso alone gamma sarebbe riscontrabile anche in altre galassie, soprattutto nelle galassie nane che non possiedono una popolazione significativa di pulsar.  {{pulsargamma}}