Eta Carinae è già soltanto luce?
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Lo studio di Eta Carinae ha portato a scoprire tre diverse grandi espulsioni di materiale nel tempo. Forse la stella è di un nuovo tipo di supernovae e potrebbe essere già esplosa


Fonte Phys.org


A metà dell'Ottocento, gli astronomi hanno osservato qualcosa di strano nell'emisfero sud del cielo: in pochi anni, una stella chiamata Eta Carinae ha visto la propria luminosità aumentare sempre più surclassando tutte le altre stelle tranne Sirio, prima di scendere di nuovo in un decennio fino a divenire così debole da negarsi all'occhio nudo.  Cosa può essere accaduto? Una supernova? Non proprio: della supernova Eta Carinae ha simulato la variabilità, ma si trattava di materiale espulso perché la stella era ancora lì, non esplose.  Nel XX secolo, Eta Carinae è divenuta di nuovo brillante divenendo una celebrità del cielo per il suo comportamento bizzarro. Con una forma a clessidra delle nubi di gas e polvere che circondano lei e la sua compagna, Eta Carinae è oggi visibile attraverso un piccolo telescopio. La nebulosa è circondata come Homunculus nebula ed è composta dal materiale spedito nello spazio durante la Grande Eruzione a circa 2 milioni di miglia orarie.  Quella Grande Esplosione, però, è stata soltanto l'ultima di una serie, secondo uno studio basato sui dati di Hubble e pubblicato su Monthly Notices of the Royal Astronomical Society. Il gas che si trova al di fuori della nebulosa Homunculus è più lento e deve essere stato espulso qualche secolo prima del XIX: si ritiene che prima della Grande Esplosione possano esserci stati altri due eventi nei secoli XIII e XVI.  E' un po' come ricostruire la storia di un vulcano a partire da antichi flussi lavici: si cerca la causa che può determinare l'esplosione di Eta Carinae e se ne trovano altre due passate. Eta Carinae è un sistema binario composto da due stelle molto massive, in mutua orbita di 5.5 anni. Almeno una di esse è prossima al termine della propria vita, ma osservare dentro la nebula è pressoché impossibile. Hanno un nucleo molto denso e un involucro decisamente spesso: presa una delle componenti e posta al centro del Sistema Solare, sarebbe a rischio anche l'orbita di Marte.  Il primo obiettivo degli studi è stato misurare il moto delle stelle e dei getti protostellari nella Carina Nebula, ma proprio questo processo ha consentito di ottenere importanti misurazioni sul moto dei resti espulsi dalla stella Eta stessa.  Allineando le immagini di epoche diverse, è saltato subito agli occhi che molti punti intorno a Eta Carinae non erano utilizzabili per l'allineamento, poiché spostati nel tempo. Il team di ricerca è stato in grado di tracciare il movimento di più di 800 bolle di gas espulse da Eta Carinae nel tempo. L'analisi ha mostrato che la Homunculus Nebula è soltanto un pezzo della storia della stella: misurando le velocità di espulsione del materiale, infatti, si è risaliti agli altri eventi, più antichi.  Non solo questione di tempo, ma anche di geometria rispetto alla nebulosa Homunculus nella quale il materiale appare simmetrico. Una delle prime eruzioni era abbastanza simmetrica ma con un angolo totalmente diverso dalla Homunculus. L'espulsione più antica, invece, è presente in un solo senso a indicare la partecipazione di entrambe le stelle, visto che una stella singola non potrebbe espellere materiale soltanto da un lato.  Alla fine ancora non si sa cosa provochi questi frequenti colpi di tosse di Eta Carinae, ma ora i pezzi per il puzzle sono molti di più rispetto a prima e si può presumere che i processi in gioco siano diversi. Eta Carinae fornisce indizi unici sull'instabilità delle stelle in fin di vita: i ricercatori che studiano le sueprnovae hanno identificato una sottoclasse di esplosioni di supernovae che sembra soffrire di violente eruzioni poco prima dell'esplosione finale e Eta Carinae potrebbe essere una di queste stelle.  Data la distanza di 7000 anni luce, Eta Carinae oggi potrebbe già non esistere più.  {{eta170}}