Costante di Hubble, resta la discrepanza di Planck
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Nuove misurazioni basate sulle lenti gravitazionali osservate da Hubble portano a un calcolo della Costante di Hubble ancora in disaccordo con quanto osservato da Planck nella MCB


Fonte Phys.org


Credit: NASA, ESA, Suyu (Max Planck Institute for Astrophysics), Auger (University of Cambridge) Come succede ogni tanto, c'è una nuova misurazione della Costante di Hubble, il valore che esprime il tasso di espansione dell'universo, e proprio come le ultime volte esiste un disallineamento tra quanto misurato con un metodo rispetto a quanto misurato con altri metodi, con una discrepanza che potrebbe rappresentare "nuova fisica" oltre il modello standard.  Scala, distanza degli oggetti più remoti ed età dell'universo sono i parametri deducibili dalla Costante di Hubble e questo valore è stato oggetto di stima da parte della collaborazione H0LiCOW, guidata da Sherry Suyu del Max Planck Institute for Astrophysics. Il telescopio spaziale Hubble, unitamente ad altri telescopi terrestri come - ad esempio - il Keck, ha osservato tre galassie giungendo a misurazioni indipendenti della costante, riepilogate su Monthly Notices of The Royal Astronomical Society.  Materia oscura ed energia oscura dipendono, concettualmente, da questa misurazione.  Lo strumento utilizzato da Hubble Space Telescope è dato dalle lenti gravitazionali, tre in particolare, che hanno consentito di osservare la luce di quasar molto distanti scomponendola in più immagini. La luce dei quasar "moltiplicati" ci giunge in tempi diversi visto che la lente (la galassia) non ha una distribuzione di materia uniforme e l'effetto prodotto è asimmetrico. Proprio analizzando queste differenze di tempo, gli scienziati hanno ricalcolato la Costante di Hubble tenendo sott'occhio la distribuzione di massa lungo la linea di vista del quasar rispetto al telescopio e misurando il ritardo della luce oltre che la distribuzione di massa nella galassia "lente".  Il risultato ottenuto è 71.9±2.7 km/s/MPc, accurato al 3.8%, un valore in stretto accordo con quanto misurato basandosi sulle supernovae e sulle Cefeidi ma molto diverso da quanto ottenuto da Planck misurando la radiazione cosmica di fondo. Le misurazioni di Planck partono da alcune assunzioni come un universo piatto, o magari la differenza potrebbe essere dovuta a fluttuazioni statistiche che scompaiono man mano che la stima diventa più accurata. Oppure potrebbe esserci dell'altro, qualcosa che va oltre il Modello Cosmologico Standard.  Il prossimo passo è cercare di osservare 100 quasar, un campione senza dubbio più congruo. {{ioi}} {{costantetensione}} {{ondahubble}}