Primo indizio per una nuova interazione oscura?
loading

Una interazione tra quattro galassie con un ritardo nel cammino della materia oscura potrebbe essere l'apripista per una nuova modalità di interazione, non gravitazionale, della materia oscura


Fonte Phys.org


Il 2015 potrebbe aver portato alla prima osservazione dell'interazione della materia oscura con la materia barionica, interazione che va oltre la gravità. L'osservazione di galassie in collisione effettuata dal Very Large Telescope (VLT) dell'ESO e da Hubble Space Telescope ha fornito un primissimo intrigante indizio circa la natura di questa misteriosa componente.  Attraverso lo strumento MUSE installato al VLT in Cile e attraverso le immagini di Hubble, un team di astronomi ha studiato le collisioni simultanee di quattro galassie nell'ammasso Abell 3827. Il team ha potuto tracciare la distribuzione di massa nel sistema e confrontare la distribuzione della materia oscura con la posizione delle galassie visibili.  Sebbene la materia oscura non possa essere osservata direttamente, il team potrebbe dedurne la posizione tramite la lente gravitazionale. La collisione è infatti avvenuta proprio di fronte a una sorgente luminosa più distante, gravitazionalmente non correlata all'ammasso. La massa della materia oscura intorno alle galassie in collisione ha distorto lo spazio-tempo, deviando il percorso della luce proveniente dalla galassia lontana e fornendo una caratteristica forma a arco.  Noi oggi pensiamo che ogni galassia sia avvolta in una nube di materia oscura: senza gli effetti della gravità della materia oscura, infatti, le galassie come la nostra tenderebbero a disintegrarsi a causa della velocità di rotazione. Quindi, l'85% della massa dell'universo, conti alla mano, deve esistere sottoforma di componente oscura. In tutto, l'universo è composto dal 68% di energia oscura, dal 27% di materia oscura e da un 5% di materia barionica.  Nello studio del 2015, i ricercatori hanno osservato le galassie in collisione scoprendo che un "ciuffo" di materia oscura appare distaccato dalla galassia che dovrebbe circondare: si trova a 5000 anni luce dalla galassia, in posizione arretrata. Una distanza che la Voyager percorrerebbe in 90 milioni di anni.  Una distanza predetta durante le collisioni soltanto se la materia oscura fosse in grado di interagire con sé stessa, anche se poco, attraverso forze che vanno oltre l'attrazione gravitazionale. Sarebbe, questa, la prima volta in assoluto.  Le simulazioni al computer mostrano che la frizione extra potrebbe aver rallentato la materia oscura. La natura di questa frizione, di questa interazione, è ancora del tutto ignota e potrebbe essere causata da un noto effetto o da qualche forza esotica: a questo punto tutto vale.  Se tutto ciò fosse davvero il sintomo di una interazione esotica della materia oscura, resterebbe incognito anche il periodo temporale: una forza debole protrattasi per milioni di anni oppure una interazione molto più decisa e di breve periodo? APRILE 2018 Anche in tal caso serviranno sicuramente ulteriori osservazioni le quali, infatti, infatti sono giunte. A distanza di tre anni dall'anomalia gravitazionale che sembrava aver investito un grumo di materia oscura nell'ammasso Abell 3827, arrivano le smentite: nuovi dati ottenuti tramite ALMA (Atacama Large Millimeter submillimeter Array) mostrano infatti come non vi sia stata alcuna separazione di grumi di materia oscura rispetto alle galassie visibili. Tutto sarebbe compatibile con la materia oscura e la sua interazione gravitazionale, quindi nessuna traccia di interazioni di diversa natura (Richard Massey, David Harvey "Dark matter dynamics in Abell 3827: new data consistent with standard Cold Dark Matter")