Follow up di ASASSN-14li
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A fine 2014 un buco nero ha divorato una stella: osservazioni successive mostrano i dettagli della dinamica dell'evento distruttivo


Fonte Phys.org


Ottobre 2015 E' una settimana di distruzione, a quanto pare. Dopo la stella che divora i pianeti e dopo la stella che li frantuma, stavolta è la stella a fare una brutta fine avvicinandosi troppo a un buco nero. E' accaduto in una galassia a 290 milioni di anni luce di distanza e l'evento fornisce informazioni riguardanti i dischi di accrescimento.  Quando una stella passa troppo vicina a un buco nero, parte della materia può esser sparata via ma la maggior parte cade nel buco nero in un evento distruttivo chiamato TDE (Tidal Disruption Event), sviluppando un flare nello spettro X che può essere quindi catturato dalle osservazioni.  Chi ha buona memoria ricorderà che a novembre 2014 la survey All-Sky Automated Survey for Supernovae (ASAS-SN) scoprì un fenomeno simile in PGC 043234, galassia posta a 290 milioni di anni luce. L'evento fu chiamato ASASSN-14li ed è stato poi seguito da Chandra, Swift e XMM-Newton, riuscendo a ottenere un quadro più dettagliato.  Una volta distrutta la stella, il buco nero si appropria di tutto il materiale che può prendere: questo materiale inizia solitamente a spiraleggiare intorno al buco nero dando vita a un disco di accrescimento che emette nello spettro X. Proprio questo disco è stato osservato per la prima volta in dettaglio grazie a ASASSN-14li. La materia che cade è troppa rispetto a quanta il buco nero può mantenerne, con la conseguenza che una parte viene sparata via, nello spazio. Oltre a ciò, l'analisi dei dati mostra un vento che si propaga dal buco nero, trasportando del gas stellare. La velocità del vento non è sufficiente però a fuggire dalla gravità del buco nero e forse il motivo risiede nel fatto che il gas che resta della stella si muove in orbita ellittica intorno al buco nero, e quindi più lentamente nel momento in cui si allontana. {{radioxtidal}}