L'origine extragalattica di un FRB
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Una serie numerosissima di strumenti utilizzata per ottenere il punto di partenza di un Fast Radio Burst osservato, per la prima volta, nel 2012. La sorgente è extragalattica.


Fonte Phys.org


I Fast Radio Burst (FRB) sono lampi nello spettro radio in grado di durare pochi millisecondi. Già questo lascia capire benissimo come sia difficile osservarli (se ne contano a oggi poco più di una dozzina) e, ancor di più, capirne l'origine, tanto da assistere a vivaci discussioni tra origine galattica e origine extragalattica. Il primo fu scoperto nel 2001. Ciò che si sa per certo, allo stato attuale, è che ai FRB non sono associati neutrini (Astrophysical Journal - Settemnre 2017 - University of Wisconsin-Madison): a dirlo sono i dati del rivelatore di neutrini IceCube Neutrino Detector posto in Antartide. Nel periodo di utilizzo compreso tra 2011 e 2012 nessun neutrino è stato rilevato in seguito ai quattro FRB osservati. Questo può significare mettere un limite all'energia generata, il che esclude GRB e buchi neri come origine dei FRB, oppure può significare che neutrini c'erano ma non sono stati captati. Quale delle due, ce lo diranno le rilevazioni future quando le nuove tecnologie consentiranno di scoprire un numero sempre maggiore di GRB. Se il processo è ancora ignoto, qualcosa si può dire riguardo la distanza di questi eventi: già nel 2016 ci fu una osservazione in grado di spostare l'ago della bilancia verso l'esterno della galassia, ma tra tutti i FRB ce ne è uno particolare, uno che si ripete e che quindi ha convinto i "terrestri" ad attenderlo al varco: si chiama FRB121102 ed è stato scoperto, appunto, a novembre del 2012.  Su di esso sono state fatte convergere le antenne del Karl Jansky Very Large Array nel New Mexico e i dischi di Arecibo, al fine di determinarne una volta per tutte la posizione tramite interferometria. Ma non è sufficiente neanche questo. Grazie a algoritmi real time sviluppati dalla University of California, gli astronomi hanno consentito al VLA di svelare un totale di nove burst in un mese, sufficienti a isolare la sorgente in uno spazio di un decimo di arcosecondo. Non basta ancora: i radiointerferometri di Europea e America hanno ridotto la zona a un millesimo di arcosecondo, in una regione di circa 100 anni luce di diametro. E cosa si trova in questa zona, ormai ridotta all'osso? Per scoprirlo si è fatto ricorso al Gemini North Telescope alle Hawaii per scoprire una galassia nana che in seguito il VLA ha indicato come sorgente continua di debolissime emissioni radio, tipiche di una galassia dal nucleo attivo. La galassia ha pochi elementi pesanti, risultando ricca invece di idrogeno e elio, ilche è tipico di una galassia creatasi durante la mezza età dell'universo.  Questa è l'origine, al cui interno può evidentemente accadere di tutto per poter generare un simile fenomeno: dall'attività del buco nero centrale fino alla formazione di magnetar potentissime derivanti da ipernovae. Per capirlo, serviranno ulteriori analisi, modelli e osservazioni. Per ora, però, è finalmente chiaro che si tratta di fenomeni che hanno origine ben al di fuori della nostra Galassia. {{frb121102origine}} 15 FRB tutti insieme 15 Fast Radio Bursts in circa 26 minuti, raccolti il giorno 26 agosto 2017 tra le 15.51 e le 16.17. Tutti i FRB provenivano dalla stessa zona di cielo, coincidente con una galassia nana a 3 miliardi di anni luce. In anni di osservazione, fino alla data indicata, i FRB si contavano sulle dita di circa quattro mani e 15 eventi tutti insieme rappresentano un evento a dir poco interessante, considerando anche la maggiore energia attestata sui 7Ghz.   L'origine come detto è una galassia nana, dalla quale proviene l'unico FRB ripetitivo mai osservato (FRB 121102) e quindi sottoposto a costante osservazione. L'osservazione di questa pioggia di FRB è del Green Bank Telescope e servirà di sicuro a capire qualcosa di più circa l'origine degli eventi. Per ora i principali indiziati sono rappresentati dalle stelle di neutroni.    Sequenza di 14 dei 15 FRB catturati. Credit University of California - Berkeley Proprio in base a questa pioggia improvvisa di FRB, allo Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics (CfA) (Astrophysical Journal - Settembre 2017) è stata approntata una stima sul numero di FRB che, ogni giorno, potrebbe verificarsi nell'universo, giungendo a prevedere un FRB al secondo. Nello studio, FRB 121102 è stato preso come campione rappresentativo di tutti i Fast Radio Bursts. Ancora non è nota la sorgente di questi lampi che dovrebbero riempire il cielo anche se maggiori indiziate restano le stelle di neutroni con potentissimi campi magnetici poste nelle galassie più remote. Se così fosse, allora i FRB potrebbero dire molto riguardo misteri come re-ionizzazione e distribuzione del materiale, anche oscuro, nella rete cosmica.  Un aiuto potrà venire dai radiotelescopi di nuova generazione come lo Square Kilometer Array (SKA).  {{recfrb}}