Proxima Centauri, il magnetismo che non ti aspetti
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La stella madre del pianeta Proxima b è più simile al Sole di quanto ipotizzato finora: non si tratta di somiglianza fisica ma di presenza di un ciclo di macchie solari


Fonte Phys.org


  Una survey da Terra, la All Sky Automated Survey, più l'aiuto di numerosi telescopi orbitanti come Swift, Chandra e XMM-Newton hanno fornito dati per scoprire che la stella Proxima Centauri, tanto di moda in questi giorni, possiede una caratteristica inaspettata.  Si tratta di una nana rossa, piccola e fredda rispetto al Sole, con una massa pari a un decimo della nostra stella e una luminosità di un millesimo.  In stelle di questo tipo la circolazione del calore avviene per pura convezione, mentre in stelle più grandi come il Sole il sistema di convezione funziona soltanto nel terzo più esterno dello spessore. Proprio la coabitazione tra convezione e irraggiamento è stata sempre vista come fonte di alimentazione del campo magnetico e, in ultima istanza, come causa delle macchie solari, determinate proprio dal campo magnetico.  Ne segue che la stella Proxima Centauri non dovrebbe avere macchie solari come quelle solari, eppure le osservazioni parlano addirittura di un ciclo settennale di macchie solari, cosa attualmente non spiegabile. Le macchie, inoltre, sono decisamente più grandi, in proporzione, di quelle solari e si presentano in numero assai maggiore.  Una simile attività ridimensiona notevolmente anche l'idea di vita su Proxima b che, investito spesso da flare potenti, potrebbe somigliare più alla Luna che non alla Terra, sempre nel caso in cui sia davvero roccioso.    Lo studio è del Centre for Astrophysics.    {{proximaflare}}