HL Tauri, polemiche chiuse e poi riaperte
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Nonostante la nitidezza dell'immagine, alcuni nutrivano perplessità circa i solchi scuri intorno a HL Tauri. Un nuovo modello nega la necessità di pianeti in un sistema simile


Fonte Phys.org


L'immagine risale a ottobre 2014 ed è dovuta a ALMA, l'array di radiotelescopi che da Atacama lavora nel submillimetrico. Ve la ricorderete di certo perché rappresenta una immagine che, con dettagli senza precedenti, mostra il disco di formazione planetaria intorno alla stella del Toro HL Tauri, a 450 anni luce da noi.  Nonostante la chiarezza, a quanto pare alcuni erano scettici sulla possibilità che i solchi neri fossero effettivamente scavati da pianeti in formazione, come se intorno a una stella possano orbitare piccioni o altro. Di fronte a una osservazione così dettagliata, quindi, si faceva leva sul fatto che i modelli non prevedevano una configurazione simile, che avrebbe portato all'espulsione dei pianeti stessi. Se la teoria non giustifica quel che si vede, in pratica, non è sbagliata la teoria ma la realtà (!) Un nuovo studio evidenzia quel che era ovvio: si tratta di pianeti in formazione e se non si sono ancora infastiditi è per questioni di risonanza: un gioco di tempi nel percorrere le orbite che anche da noi, ad esempio, fa sì che nonostante l'incrocio esistente tra Plutone e Nettuno i due pianeti siano ancora lì. I pianeti in pratica non si avvicinano mai tanto da rischiare sbalzi gravitazionali.  Il sistema è giovane, si sta formando ora, quindi nel futuro avrà necessità di stabilizzarsi al meglio, ma per ora quel che si vede è effettivamente quel che sembra. Ed è ovvio. {{nopianeti}} {{as209}}