Come Marte ha perso la propria atmosfera
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I dati di MAVEN consentono una ricostruzione della perdita atmosferica del pianeta rosso Marte: dall'argon, gas nobile, indicazioni fondamentali per comprendere il processo


Fonte Phys.org


Ormai è da tempo che si ritiene, con molta probabilità di successo, che Marte fosse un paradiso dal punto di vista abitativo: minerali che si formano solo in presenza di acqua e antichi letti di fiumi stanno lì a parlarcene, ma poi qualcosa ha fatto evaporare tutta questa acqua e la causa principale è stata una perdita dell'atmosfera.  I dati di MAVEN, elaborati dal Laboratory for Atmospheric and Space Physics, mostrano come il 65% dell'argon presente all'epoca sia andato perduto. Ma come si perde l'atmosfera? I processo possibili sono due: l'atmosfera viene intrappolata nelle rocce a causa di reazioni chimiche oppure viene spazzata via dal vento soffiato dalla stella madre, e questa ultima sembra proprio la soluzione operante su Marte.  Le misurazioni ufficiali, infatti, indicano come la quantità strappata dal vento solare sia del tutto sufficiente a modificare il clima marziano nel tempo, soprattutto in virtù del fatto che il Sole giovane era molto più potente in ultravioletto e forza del vento. Eventuale vita microbica presente sul pianeta sarebbe stata spazzata via dal raffreddarsi delle condizioni climatiche, oppure sarebbe stata confinata in piccole oasi rimaste ancora un po' nel tempo.  Queste misurazioni sono state effettuate basandosi su due isotopi dell'argon, uno più leggero dell'altro, e vedendo le abbondanze dell'uno rispetto all'altro considerando il fatto che quello leggero, ovviamente, scappa via prima dall'atmosfera lasciando un tasso a favore del parente pesante. Si tratta di un gas nobile che non interagisce chimicamente e che, quindi, non può rimanere intrappolato nelle rocce: quel che manca è soltanto fuggito via. Una volta compreso il comportamento dell'argon è possibile estrapolare i dati anche per altri elementi come, ad esempio, l'anidride carbonica, fondamentale per l'effetto serra e per la ritenzione di calore.  {{scudoionico}}