Interruzione di formazione stellare: la risposta in galassie compatte?
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A sei miliardi di anni luce, una galassia con la massa della Via Lattea concentrata in soli mille anni luce potrebbe spiegare un meccanismo di espulsione del gas in grado di interrompere la formazione


Fonte Violent Quenching: Molecular Gas Blown to 1000 km s−1 during a Major Merger - arXiv (J. E. Geach et al)


  Alcune galassie hanno interrotto il proprio processo di formazione stellare per assenza di gas a disposizione, ma il motivo di questo arresto è uno dei misteri principali della cosmologia moderna. Una possibile spiegazione potrebbe essere fornita da una classe di galassie distanti 6 miliardi di anni luce da noi e che stanno espellendo gas a ritmi decisamente violenti. Si è sempre pensato che ad espellere il gas da una galassia fosse l'azione attiva del buco nero centrale, quindi fosse la fase di Acrive Galactic Nuclei a riscaldare eccezionalmente il gas e ad espellerlo ma ci sono galassie, scoperte nel 2017, che si son viste a corto di materiale a causa di altri processi. Queste galassie espellono gas a migliaia di chilometri al secondo, più di 3.500 volte più velocemente rispetto al processo previsto dai getti legati a AGN, e non presentano alcuna attività legata al buco nero centrale, il che rappresenta un bel colpo ai modelli di evoluzione galattica.  Secondo uno studio del 2018 potrebbe essere sufficiente la luce concentrata delle stelle galattiche: le immagini di Hubble hanno mostrato una struttura galattica del tutto anomala, data da una massa simile a quella della Via Lattea concentrata in appena mille anni luce contro i centomila della nostra Galassia. Potrebbe essere proprio questa concentrazione a scaldare il gas spedendolo verso l'esterno.  La compattezza delle galassie deriva da fusioni galattiche passate, in grado di comprimere gli oggetti fino ai punti osservati.