I processi che possono riattivare le comete
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La lunga attività di alcune comete come la 2P/Encke non può essere spiegata con la sola sublimazione. Processi di perdita di massa come le valanghe possono influire sulla superficie e sulla rotazione,


Fonte The Sublimative Torques of Jupiter Family Comets and Mass Wasting Events on Their Nuclei - arXiv (Jordan K. Steckloff et al.)


L'attività delle comete è da sempre ricondotta alla sublimazione del ghiaccio all'approssimarsi al Sole ma anche frane e valanghe che si verificano sulle superfici cometarie possono giocare un ruolo fondamentale per il mantenimento dell'attività stessa anche al termine dell'esaurimento del ghiaccio superficiale. Questi fenomeni sollevano la polvere cometaria creando nuvole visibili da Terra e possono anche generare variazioni nello stato di rotazione del corpo celeste. La distruzione di massa, che indica proprio i movimenti della superficie, può continuare a scavare e a esporre strati di ghiaccio che altrimenti sarebbero confinati sotto uno strato di polvere, prolungando l'attività delle comete. La perdita di massa, d'altro lato, comporta un appiattimento delle caratteristiche superficiali della cometa il che va a ridurre, nel tempo, la frequenza di questi eventi. In tal caso, però, la variazione nella rotazione della cometa può portare nuove esposizioni alla radiazione solare riattivando la cometa il che potrebbe anche spiegare il fatto che la 2P/Encke sia ancora attiva sebbene la vita sublimativa fosse stimata in 200 anni. Probabilmente la 2P è rimasta dormiente a lungo fino a che un evento di perdita di massa ha provveduto alla riattivazione.