Variabilità di AGN: conta solo il tasso di accrescimento
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Contrariamente alle aspettative, massa del buco nero e luminosità media di un AGN non hanno alcuna influenza sulla variabilità registrata dagli Active Galacrit Nuclei.


Fonte The QUEST–La Silla AGN Variability Survey: Connection between AGN Variability and Black Hole Physical Properties - The Astrophysical Journal (P. Sánchez-Sáez et al.)


Il legame tra la variabilità nella luce emessa dal materiale ingoiato dal buco nero al centro degli AGN è determinata dal tasso di accrescimento, quindi dalla quantità di materia coinvolta nel processo. Sembra un legame ovvio ma la prova definitiva è targata 2018 dopo aver osservato per anni una variabilità priva di qualsiasi pattern stabile e dopo aver scartato parametri che sembravano altrettanto importanti, come la massa del buco nero ad esempio o la luminosità media emessa dall'AGN. L'unico parametro fondamentale quindi è la quantità di materia, quindi il tasso di accrescimento (tasso di Eddington). Contrariamente a quanto si possa pensare, meno il buco nero si alimenta e maggiore sarà la variabilità registrata. La regola è stata ottenuta grazie ai dati della SDSS su un campione di duemila oggetti.  Il prossimo passo sarà misurare la scala temporale della variabilità, ma per fare questo occorreranno curve di luce molto precise.