Il vortice esagonale di Saturno diventa una colonna
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I dati della sonda Cassini mostrano un vortice esagonale nella stratosfera di Saturno, precisamente al di sopra del vortice già famoso. Una vera e propria colonna esagonale molto diverso da quanto vis


Fonte A hexagon in Saturn's northern stratosphere surrounding the emerging summertime polar vortex - Nature Communications (L. N. Fletcher et al.)


Nel 2004, al momento dell'arrivo su Saturno, Cassini osservò un vortice al polo sud di Saturno senza corrispettivo nell'emisfero nord, in un periodo in cui l'estate regnava nella parte meridionale del pianeta. Lo studio a lungo termine del pianeta ha portato a verificare la formazione di un vortice polare nella regione nord all'approssimarsi dell'estate "boreale", un vortice posto centinaia di chilometri sopra le nubi più alte, in piena stratosfera. Il vortice appare essagonale, esattamente come la struttura presente più in basso sul pianeta con gli anelli: due esagoni perfetti che nascono spontaneamente a diverse altitudini, rivelando una sorta di torre alta diverse centinaia di chilometri.  Il vortice all'altezza delle nubi fu scoperto già dalla Voyager della NASA negli anni Ottanta ed è stato studiato per decenni, con dettagli rivelati dalla sonda Cassini.  L'emisfero nord di Saturno, a lungo troppo freddo per essere osservato dagli strumenti di Cassini, ha iniziato a riscaldarsi dal 2009 in poi fino a consentire lo studio nell'infrarosso del vortice polare nord. Dal 2014 è stato possibile studiare la stratosfera nord tramite lo strumento CIRS e man mano che la visibilità aumentava ci si è accorti che la forma del vortice era sempre più somigliante all'esagono posto più in basso.  A fronte di una colonna esagonale che sembra ergersi al polo nord, quindi, nulla di simile è mai stato osservato nell'emisfero sud a indicare una netta differenza tra le due zone di Saturno.  L'estate boreale su Saturno durerà fino all'equinozio del 2024 e fino ad allora sarà interessante verificare l'evoluzione dell'esagono alto. Il vero peccato è aver scoperto questa struttura proprio al termine della missione Cassini.