Acqua e Giove, primi indizi dal Keck
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Se la sonda Juno confermerà i dati del Keck Observatory, la storia della formazione del Sistema Solare potrebbe essere un po' differente visto che Giove verrebbe ad avere riserve di ossigeno ben maggi


Fonte The Gas Composition and Deep Cloud Structure of Jupiter's Great Red Spot - The Astronomical Journal (G. L. Bjoraker et al)


La presenza di acqua nelle profondità di Giove è un fattore cruciale per la comprensione della formazione dell'intero Sistema Solare e per questo molte ricerche vertono sul tentativo di fornire una risposta a questa domanda aperta, come quella del Goddard Space Flight Center della NASA riportata in Astronomical Journal ad Agosto 2018 a firma di Gordon L. Bjoraker. I segnali captati da telescopi terrestri hanno rinvenuto la firma chimica di acqua nella luce proveniente dalle nubi più basse dell'atmosfera gioviana e il dato, unitamente alla misurazione effettuata sul monossido di carbonio, mostra come Giove sia in possesso di una quantità di ossigeno superiore a quella del Sole in misura compresa tra 2 e 9 volte. Al momento della scoperta si attendono i dati di conferma da parte della sonda Juno, poiché se tramite lo spettrometro infrarosso e il radiometro a microonde si giungesse a risultati simili vorrebbe dire che lo studio atmosferico di Giove si troverebbe di fronte a una nuova finestra nella soluzione al problema dell'acqua e che l'osservazione potrebbe essere ripetuta anche sui pianeti più esterni.  Giove dovrebbe essere il primo pianeta ad essersi formato "sifonando" gli elementi lasciati dalla formazione del Sole e la teoria più accreditata vede il gigante gassoso con la stessa composizione chimica del Sole: una palla di idrogeno con trace di elio, senza un nucleo. I dati però sembrano propendere per un nucleo pari a dieci masse terrestri unitamente a presenza di acqua e di fenomeni atmosferici come fulmini e tuoni. Qualcosa di sostanzialmente diverso dal Sole, quindi. I dintorni di Giove sono densi di acqua come dimostrano le lune maggiori e anche questo lascia propendere per una presenza di acqua anche su Giove. La sonda Galileo campionò l'atmosfera in una regione decisamente arida, come se una sonda aliena venisse a campionare la Terra in un deserto e derivandone l'assenza totale di acqua.  Ci si aspetta di trovare tre strati atmosferici su Giove a diverse altitudini: uno più basso fatto di ghiaccio dia cqua e di acqua liquida, uno intermedio di ammoniaca e zolfo e uno più alto fatto di sola ammoniaca. Oggetto dello studio è stata la Grande Macchia Rossa, osservata in infrarosso analizzando in particolar modo la linea del metano gassoso. Dal momento che Giove è troppo caldo per consentire al metano di ghiacciare, la sua abbondanza dovrebbe rimanere costante da un punto all'altro del pianeta.