La forma delle espulsioni di massa coronale
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Il confronto dei dati di Wind e di ACE ottenuti quindici anni fa, quando i due satelliti erano molto separati, ha fornito preziose indicazioni sulla forma delle espulsioni di massa coronale


Fonte On the Spatial Coherence of Magnetic Ejecta: Measurements of Coronal Mass Ejections by Multiple Spacecraft Longitudinally Separated by 0.01 au - The Astrophysical Journal (Noé Lugaz et al.)


Le espulsioni di massa coronale (CME) sono sempre state assunte come aquiloni ancorati su entrambi i lati al Sole, anche nel momento in cui raggiungono la Terra, ma sembra che la forma possa essere in realtà del tutto diversa e variabile. La conoscenza della forma di una CME è importante poiché è strettamente legata allo space weather e quindi agli impatti sulle attività terrestri, dalle aurore alle connessioni satellitari. Attualmente le osservazioni si basano su singoli punti di vista il che ha reso possibile prevedere l'impatto con un'ora di tempo, massimo due. L'ideale sarebbe arrivare a un giorno, in modo da consentire ad esempio lo spegnimento dei satelliti in modo da salvaguardarne il funzionamento. Dall'analisi dei dati di Wind e ACE riguardanti 21 CME in due anni, tra il 2000 e il 2002, un team di astronomi ha potuto derivarne la forma in maniera più realistica dal momento che - contrariamente a oggi - a quel tempo Wind e ACE erano tra loro molto separati.