Perturbazioni secondarie nelle espulsioni di massa coronale
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La sonda MESSENGER, durante la sua vita intorno a Mercurio, è riuscita a osservare uno stream secondario legato alle CME. Stream in grado di generare disturbi tramite fronti d'urto finora mai visti


Fonte Plasma Interactions with the Space Environment in the Acceleration Region: Indications of CME-trailing Reconnection Regions - The Astrophysical Journal (Elizabeth A. Jensen et al.)


CME dal Sole. Credit NASA/SDO Le espulsioni di massa coronale più potenti possono raggiungere i 2 mila chilometri al secondo, oltrepassando la Terra nel giro di pochi secondi, ma nel 2018 sono state scoperte riconnessioni decisamente più lente, nell'ordine dei 750 km/s, in grado di affiancare degli shock secondari a quello primario già noto. Anche questi fenomeni minori rientrano nello space weather e possono interferire con la tecnologia spaziale ma anche con le attività a Terra. La scoperta è stata possibile grazie ai dati della compianta sonda Messenger che per anni ha orbitato Mercurio e che si è trovata al posto giusto al momento giusto.