Bagliore X non decifrabile nei dati di XMM-Newton
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Nei dati di XMM-Newton spicca una sorgente variabile in spettro X la cui natura non combacia con nulla dei modelli e delle conoscenze a oggi disponibili


Fonte EXTraS discovery of a peculiar flaring X-ray source in the Galactic globular cluster NGC 6540 - Astronomy & Astrophysics (Sandro Mereghetti et al.)


I dati di XMM-Newton, nei raggi X, sono ancora da analizzare e presentano sorgenti ancora da scoprire. Molti di questi dati sono a disposizione di tutti e non è raro che scoperte vengano effettuate da appassionati o studenti. Il catalogo Exploring the X-ray Transient and variable Sky (EXTraS) project nasce così e comprende le sorgenti X sottoposte a variazioni nel tempo, sorgenti tra le quali andare a scavare per ottenere una lista degli oggetti più interessanti. Sei studenti in particolare hanno evidenziato la presenza di un oggetto intrigante posto all'interno dell'ammasso globulare NGC 6540. Le variazioni in luminosità sono apparse del tutto peculiari, con accensioni che hanno portato l'oggetto a brillare cinquanta volte più della media nel 2005 prima di cadere di nuovo dopo appena cinque minuti. Flare di stelle come il Sole durano qualche ora mentre outburst brevi sono osservati comunque in sistemi binari che presentano stelle di neutroni, ma in tal caso la luminosità sarebbe superiore.  Una soluzione puà essere data da un sistema binario con variazioni X causate da processi cromosferici, ma anche stavolta i modelli non calzano a pennello. Si sospetta che nei dati di XMM-Newton possano essere presenti altri oggetti simili, e trovarli potrebbe creare una nuova classe di oggetti oppure, almeno, fornire una spiegazione aggiuntiva.