Vita ovunque, ma non su Omega Centauri
loading

Uno studio su 470 mila stelle del nucleo dell'ammasso globulare più grande della Via Lattea sembra mettere una croce sulla possibilità di mondi abitati in un ambiente così denso.


Fonte Habitability in the Omega Centauri Cluster - arXiv (Stephen R. Kane, Sarah J. Deveny)


La vita può essere cercata ovunque nell'universo ma non su Omega Centauri, stando a uno studio del 2018 portato avanti dalla University of California unitamente alla San Francisco State University. L'ammasso globulare - il più grande tra quelli galattici - risulterebbe così del tutto inospitale per la vita nonostante sia in possesso di circa 10 milioni di stelle. Lo studio è partito da 470 mila di queste stelle presenti nel nucleo dell'ammasso, isolando 350 mila astri il cui colore - indice di temperatura ed età - poteva risultare interessante ai fini biologici. Per ciascuna stella è stata poi calcolata la fascia di abitabilità, risultata molto vicina a ciascun astro visto che la maggior parte delle stelle del campione appartiene alla categoria delle nane rosse. Tutto sembrerebbe giocare a favore di un numero impressionante di sistemi planetari compatti, ma in realtà lo studio sostiene come questi non possano esistere in un ambiente come il nucleo dell'ammasso visto che la distanza media tra le stelle è di appena 0.16 anni luce, con incontri tra stelle vicine molto frequenti, con la stima di uno ogni milione di anni. Un tasso di interazione troppo alto per mantenere un sistema planetario stabile, anche in virtù dei recenti studi che vedono il nostro sistema planetario, il Sistema Solare, decisamente scombussolato negli strati esterni dal passaggio di una stella avvenuto milioni di anni fa.