Dai fulmini alle meteore: l'aiuto dei satelliti per la planetary defence
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Grazie al sensore GLM a bordo di due satelliti geostazionari si è riusciti a ottenere una sensibilità tale da catturare anche l'ingresso dei bolidi in atmosfera


Fonte Detection of meteoroid impacts by the Geostationary Lightning Mapper on the GOES-16 satellite - Meteoritics & Planetary Science (Peter Jenniskens et al.)


Il monitoraggio, a posteriori, di impatti meteorici può avvenire anche attraverso satelliti dedicati alla misurazione dei fulmini, come hanno dimostrato a metà 2018 due satelliti grazie al nuovo sensore Geostationary Lightning Mapper (GLM). La sensibilità raggiunta riesce a catturare la luce emessa dalle meteore molto luminose (bolidi) e i dati sono di indubbio aiuto all'Ames Asteroid Threat Assessment Program della NASA. Il range di altitudini al quale gli asteroidi rilasciano l'energia cinetica - energia del moto - determina la pericolosità dell'onde d'urto e dei possibili danni sul suolo terrestre e le curve di luce ottenute da GLM possono essere utilizzate proprio per classificare gli ingressi in atmosfera.  GLM ottiene 500 immagini al secondo da satelliti geostazionari, mappando ampie zone del nostro pianeta in una banda molto stretta dello spettro.