In cristalli blu la prova che il Sole iniziale era decisamente più potente
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L'inizio del Sole non deve essere stato molto tranquillo e a testimoniarlo potrebbero essere cristalli blu intrappolati in meteoriti.


Fonte High early solar activity inferred from helium and neon excesses in the oldest meteorite inclusions - Nature Astronomy (L. Kööp et al.)


L'inizio del Sole non deve essere stato molto tranquillo e a testimoniarlo potrebbero essere cristalli blu intrappolati in meteoriti. Era un Sole molto più attivo, quello primordiale, con flussi molto intensi di particelle cariche e sebbene non sia affatto semplice trovare materiale risalente a quei tempi, alcuni minerali del Fiel Museum potrebbero sicuramente essere tra i più antichi mai studiati. Hibonite è il nome dei cristalli di ghiaccio blu e la loro composizione porta i segni delle reazioni chimiche che si sarebbero verificate a quel tempo. Molti hanno dimensioni inferiori ai 100 micron di diametro ma nonostante questo hanno registrato benissimo l'ambiente di 4.5 miliardi di anni fa, intrappolandone i gas. Si tratta di cristalli che si sono formati al primo raffreddamento del disco di gas e polvere che avrebbe formato poi il Sole. Alcuni cristalli sono stati colpiti dalle particelle sparate dal giovane Sole e quando i protoni hanno colpito gli atomi di calcio e alluminio nei cristalli, gli atomi stessi si sono divisi in neon e elio, rimasti poi intrappolati all'interno per miliardi di anni.  Studiando questi cristalli con una nuova tecnologia svizzera (spettrometro di massa all'avanguardia con laser per sciogliere parte del cristallo) è stato possibile ottenere un segnale deciso in grado di mostrare la presenza di neon e elio in seguito all'uso del laser: la prima prova concreta dell'attività del Sole primordiale. Il materiale primordiale del Sistema Solare, quindi, ha ricevuto una radiazione dal Sole che in seguito non c'è stata, a testimonianza della potenza del Sole di allora. Si sapeva, ma questa è la prova.