Rimbalzo radio decisamente lungo per GRB 161219B
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La sensibilità delle antenne di ALMA consente di stabilire la causa della perseveranza di un rimbalzo radio durato molto più del previsto nel caso del Gamma Ray Burst GRB 161219B


Fonte First ALMA Light Curve Constrains Refreshed Reverse Shocks & Jets Magnetization in GRB 161219B - Astrophysical Journal (T. Laskar et al.)


Immagine artistica del reverse shock che risale lungo i getti del GRB. Credit NRAO Il 19 dicembre 2016 il satellite Swift della NASA ha captato un segnale gamma di sette secondi che ha dato poi vita a un decadimento di energia nello spettro X, nel visibile e nel radio: una ottima occasione per studiare il Gamma Ray Burst chiamato GRB 161219B, ma l'occasione è diventata splendida potendo contare anche sulle antenne di ALMA nel millimetrico, andando quindi a ottenere dettagli sull'interazione dei getti derivanti dal collasso stellare con l'ambiente circostante. Una sorta di film di una esplosione cosmica, con sorpresa: un'onda d'urto di ritorno che anziché durare pochi secondi è andata avanti per gran parte di una giornata. I getti dovrebbero durare pochi secondi e la stessa cosa ci si attende dallo shock di ritorno, ma questo caso è stato diverso e ha insegnato che finora si è cercato nella parte dello spettro sbagliata. Non bisogna cercare nel visibile ma nel millimetrico. Lo shock di ritorno è evidentemente entrato nel getto rallentandolo ma continuando a consentire il trasferimento di energia, dando vita a una radiazione X e visibile molto più duratura. Questa energia è nascosta, per l'85%, nel materiale in lento movimento.  Time-lapse di ALMA che mostra l'afterglow del GRB rivelando dettagli riguardanti l'energia dei getti. Credit NRAO/NSF