Una nuova aurora su Marte
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Una aurora generata da protoni, a indicare come la difesa magnetica del pianeta rosso dal vento stellare non sia efficiente come la nostra. Come prova, la quantità di idrogeno in alta atmosfera.


Fonte Discovery of a proton aurora at Mars - Nature Astronomy (J. Deighan et al.)


Una nuova tipologia di aurora è stata trovata su Marte dalla sonda MAVEN, una aurora che si manifesta su gran parte del cielo diurno del pianeta rosso. Sebbene in genere siano gli elettroni ad accendere le aurore, a volte i protoni producono lo stesso effetto e ora MAVEN ha consentito di apprendere come i protoni stiano provocando su Marte ciò che in genere gli elettroni fanno sulla Terra. Le probabilità aumentano quando il Sole espelle impulsi di protoni particolarmente forti, atomi di idrogeno strappati agli elettroni dal calore intenso e inviati come vento solare fino a tre milioni di chilometri orari. La scoperta è stata ottenuta combinando i dati in rialzo ottenuti dalla camera ultravioletta di MAVEN con dati, anch'essi in rialzo, ottenuti dal misuratore di vento solare. I protoni, però, per generare una aurora devono superare la barriera magnetica elevata da Marte e per far questo i protoni del vento solare si trasformano in atomi neutri sottraendo elettroni dal perimetro esterno della nube di idrogeno che circonda il pianeta. Il bow shock può deviare soltanto particelle cariche e così gli automi neutri continuano attraverso, colpiscono l'atmosfera e parte della loro energia viene emessa in luce ultravioletta visibile a MAVEN. Non si tratta, quindi, di un effetto soltanto luminoso ma indica che il bow shock non va a deviare tutto il vento solare, il quale può quindi passare e aumentare il contenuto di idrogeno in atmosfera.  Sulla Terra, dove il bow shock è più forte, zone di lasciapassare esistono soltanto in prossimità dei poli e per questo motivo le aurore da protone sono più rare. Venere e Titano, ad esempio, hanno un campo magnetico minore e una quantità elevata di idrogeno in alta atmosfera: probabilmente lo stesso processo è causa di questo eccesso.