Una corona solare più definita e più misteriosa
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Un nuovo software ha consentito di elaborare al meglio le immagini della sonda STEREO-A, scoprendo dettagli molto più fini di quelli a oggi conosciuti e intravedendo nuovi processi a dieci raggi solar


Fonte The Highly Structured Outer Solar Corona - The Astrophysical Journal (C. E. DeForest, R. A. Howard, M. Velli)


Confronto tra immagine non elaborata (sinistra) e immagine elaborata con la nuova tecnica (destra) Ripulendo i dati ottenuti da STEREO-A e riguardanti la corona solare attraverso un nuovo algoritmo è stato possibile rintracciare, nella corona stessa, la presenza di una struttura a grana fine nella zona più esterna, qualcosa che non era mai stata osservata finora. La zona esterna della corona è fonte di numerosi misteri e uno di questi riguarda la variazione del vento solare che qui si genera: si genera "tranquillo" ma poi viene visto soffiare, nello spazio profondo, in maniera turbolenta e sotto forma di raffiche. Le immagini mostrano come la "tranquillità" iniziale fosse in realtà dovuta all'impossibilità di osservare meglio e in maggior dettaglio: aumentando la risoluzione tramite un campione più numeroso e un nuovo software è stato posibile osservare dettagli mai visti. Gli streamer che finora erano visti come oggetti unici sono risultati, in realtà, composti a loro volta da fili ancora più sottili. Per quanto riguarda l'uscita del vento solare, non esiste una superficie pulita di Alfvén ma una zona "di nessuno" (ona di Alfvén) nella quale il vento solare si disconnette gradualmente dal Sole, senza la presenza di una zona netta di confine. Un dato interessante, ma ancora del tutto ignoto, è stato osservato a dieci raggi solari di distanza: le immagini ottenute a questa distanza non risultano più correttamente sovrapponibili, mentre la sovrapposizione riprende a distanze maggiori. Qualche processo fisico si verifica a questa distanza, ma non è ancora chiaro cosa sia.