Onde gravitazionali per la costante di Hubble
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Uno studio del MIT evidenzia come captare segnali multimessenger da un sistema binario composto da buco nero e stella di neutroni potrebbe fornire una stima molto accurata sul tasso di espansione dell


Fonte Measuring the Hubble Constant with Neutron Star Black Hole Mergers - Physical Review Letters (Salvatore Vitale et al.)


La costante di Hubble viene valorizzata in modi diversi in base alla metodologia di calcolo (candele standard o fluttuazioni nella radiazione cosmica di fondo) e questo è ovviamente un problema di non poco conto e così si cercano nuovi modelli. Uno tra questi sfrutta le onde gravitazionali emesse da sistemi binari composti da un buco nero e una stella di neutroni, sistemi a dire il vero abbastanza rari. Nelle fasi che precedono la fusione di questi sistemi dovrebbe verificarsi un flash di luce in grado di fornire una stima sulla velocità in allontanamento dell'oggetto, mentre la stessa onda gravitazionale, se catturata a Terra, potrebbe fornire una misurazione precisa della distanza. Nonostante la rarità dei sistemi, secondo gli scienziati basterebbero pochi eventi per riuscire ad avere una stima della costante di Hubble più precisa rispetto a quella attuale.  Attualmente un tentativo è stato fatto per l'onda gravitazionale multimessenger ma la percentuale di incertezza su un campione solo è del 14%, più alta rispetto a quella dei metodi più "tradizionali". Un sistema di due stelle di neutroni, come quello catturato, presenta un segnale "sporcato" da emissioni provenienti dal bordo del disco che si crea prima della fusione e questo genera incertezza. Proprio per questo occorre un sistema composto da un buco nero e una stella di neutroni.