L'abitabilità delle calotte polari dei mondi oceanici
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Uno studio pubblicato su MNRAS mostra come una certa abitabilità possa esistere anche per gli esopianeti di tipo acquatico: le calotte polari potrebbero giocare un ruolo significativo.


Fonte The Ice Cap Zone: A Unique Habitable Zone for Ocean Worlds - Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (Ramses M Ramirez et al.)


Rappresentazione di un mondo acquatico Una abitabilità è stata supposta anche per i mondi acquatici, quelli cioè privi di terre emerse e con lacune atmosferiche in termini di idrogeno e elio. Le condizioni rendono impossibile un ciclo carbonio-silicio, un processo in cui l'anidride carbonica possa essere bilanciata tra atmosfera e interno del pianeta. Eppure analizzando i processi geologici un team di astronomi ha ipotizzato che, con una pressione di anidride carbonica abbastanza elevata, il ghiaccio oceanico potrebbe arricchirsi di elementi chimici avviando una corrente planetaria in grado di ricreare il bilanciamento. Per fare questo è necessaria una velocità di rotazione del pianeta pari ad almeno tre volte quella terrestre, in grado di consentire alle calotte polari di sviluppare e produrre un gradiente di temperatura in grado a sua volta di sostenere il meccanismo.In tali circostanze, la fascia di abitabilità dei mondi oceanici - per stelle più piccole del Sole in termini di massa - sarebbe interna alla fascia abitabile "classica". La stella non deve essere troppo piccola, tuttavia, poiché altrimenti i pianeti sarebbero molto vicini e probabilmente in lock rotazionale.