Dai raggi di un cratere alla dimensione del meteorite
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Uno studio partito da esperimenti empirici riesce a calcolare quanti raggi possa provocare un meteorite di una determinata dimensione, dato il luogo di impatto.


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  Ripresa di un impatto simulato   Cento tonnellate al giorno di materiale spaziale cadono sulla Terra, principalmente sotto forma di polvere o sabbia derivanti dalla combustione in atmosfera di corpi più grandi. A volte meteoriti più grandi possono essere rinvenuti. Alcune rocce riescono a lasciare una traccia nel terreno, un cratere da impatto più o meno piccolo. Sebbene sia un evento molto comune, il fatto che la polvere sollevata dall'impatto si disponga a forma di raggi intorno al cratere è un fenomeno ancora inspiegabile ma uno studio del 2018 ha portato alla simulazione di impatti facendo cadere una palla di metallo su un letto di sabbia e riprendendo il tutto con una camera ad altissima velocità. Esperimenti simili non hanno prodotto raggi di polvere ma la soluzione è arrivata da alcuni video osservati su Youtube relativamente a esperimenti portati avanti da studenti. Evitando di "pettinare" il letto di sabbia, e quindi lasciando il disordine pre-esistente, i raggi si formano. Per scoprire il motivo per il quale il disordine possa creare raggi, il team ha condotto un altro esperimento imprimendo sulla sabbia un pattern ben definito scoprendo che laddove la sfera metallica tocca i solchi scavati viene creato un raggio. Cambiando diversi fattori (dimensione della sfera, distanza di caduta, pattern, velocità di discesa, ecc.) è stato osservato come gli unici parametri in grado di produrre variazioni siano la dimensione della sfera e la distanza tra i solchi scavati nella sabbia.  Dall'esperimento si è passati alla predizione: dato un impatto ci si è spinti a prevedere il numero di raggi che si sarebbero creati e la previsione è stata perfetta. Se questo è vero, allora si può pensare al contrario. Dato un cratere da impatto con raggi, si può risalire alla dimensione dell'oggetto che lo ha creato.