Fotografare le molecole di un esopianeta
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Una nuova tecnica per immortalare un esopianeta consiste nel rendersi sensibili a determinate molecole: una tecnica ben sperimentata su beta Pictoris b


Fonte Medium-resolution integral-field spectroscopy for high-contrast exoplanet imaging: Molecule maps of the beta Pictoris system with SINFONI - Astronomy & Astrophysics (H.J. Hoeijmakers et al)


Cacciatori di molecole esoplanetarie. Beta Pictoris b evidente a sinistra e totalmente invisibile nella molecola del metano a destra Osservando molecole presenti in atmosfera esoplanetaria e assenti nello spettro stellare potrebbe essere possibile "immortalare" un pianeta altrimenti invisibile, a patto che si riesca a ottenere strumenti particolarmente sensibili a determinate molecole. Riprendendo soltanto queste molecole, la stelle potrebbe quindi essere "cancellata" riuscendo a ottenere una immagine dell'esopianeta anche nel caso in cui questo orbiti la stella in maniera abbastanza stretta. Per testare l'ipotesi sono stati utilizzati, a metà 2018, dati di archivio riguardanti Beta Pic relativamente alla molecola del vapor acqueo. La "pulizia" effettuata eliminando tutte le altre molecole ha in effetti reso il pianeta ben visibile, mentre andando a setacciare metano e ammoniaca il pianeta è risultato invisibile. In questi casi la stella è rimasta sempre invisibile visto che, trattandosi di stella molto calda, questi elementi sono stati distrutti e questo vuol anche dire che il pianeta è totalmente privo di metano e ammoniaca (l'alternativa consisteva nella presenza di questi elementi sia nel pianeta sia nella stella, rendendo il pianeta indistinguibile). Il metodo quindi può essere ottimo anche per avallare le stime di temperatura e la stima di 1700°C su beta Pic b è totalmente in accordo con l'assenza di metano e ammoniaca.