Non due buchi neri ma polvere a spiegare i deboli AGN
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La incostante emissione proveniente dalla broad-line region degli AGN potrebbe essere legata alla presenza di banchi di polvere e non a sistemi binari di buchi neri, finora teorizzati


Fonte Partial dust obscuration in active galactic nuclei as a cause of broad-line profile and lag variability, and apparent accretion disc inhomogeneities - Monthly Notices of the Royal Astronomical Socie


  L'emissione dal gas che compone la broad-line zone intorno agli AGN è una fonte di informazioni di indubbio valore riguardo la massa del buco nero centrale e il suo tasso di crescita ma si tratta di un gas la cui natura è poco compresa: c'è una emissione minore delle attese a determinate velocità e questo ha portato molti astronomi a pensare che al centro di queste galassie potesse esserci una coppia di buchi neri anziché uno solo. La complessità del moto è però ben spiegata come risultato di piccole nubi di polvere che possono parzialmente andare a oscurare la regione più interna degli AGN. Il gas in caduta si dispone a formare un disco di accrescimento e il super-riscaldamento del gas emette radiazione termica. Parte della luce è assorbita e riemessa (ri-processata) dall'idrogeno e altri gas mentre sopra e sotto questa zona c'è una regione di polvere. Quando la polvere supera certe soglie è soggetto dalla forte radiazione da parte del disco e questa radiazione potrebbe essere tanto intensa da creare un cumulo di polvere ai confini della broad-line region. Questo crea un fenomeno di parziale o totale estinzione della radiazione, che appare più flebile e arrossata. Includento questi oggetti nei modelli si è riusciti a replicare molte osservazioni che fino a metà 2018 erano imputate a coppie di buchi neri: nessuna asimmetria, quindi, nel disco ma semplicemente presenza di nubi di polvere di passaggio.