Un template per la caccia all'eco di oggetti ultracompatti
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Le onde gravitazionali sempre più sotto assedio: un team de La Sapienza elabora forme d'onda da poter utilizzare al fine di rinvenire eco nel ringdown dei segnali, eco che rivelerebbe la presenza di o


Fonte An analytical template for gravitational-wave echoes: signal characterization and prospects of detection with current and future interferometers - arXiv (A. Testa, P. Pani)


Eco da fusione di ECOs La possibilità di riscontrare una eco nel ringdown del segnale di una onda gravitazionale è un argomento che tiene sempre più banco a valle delle detection operate da LIGO e VIRGO, eco che determinerebbe l'origine in oggetti esotici compatti (ECO) privi di un orizzonte degli eventi e quindi non riconducibili ai buchi neri. Un team di astrofisici de La Sapienza di Roma, tra i quali il nostro amico Paolo Pani, ha presentato a Giugno 2018 un ulteriore nuovo lavoro, un template analitico in grado di descrivere il ringdown e il segnale dell'eco per oggetti non rotanti con riferimento, per la prima volta, a due parametri fisici come coefficiente di riflessione R e redshift alla superficie dell'oggetto. Dato un rapporto segnale-rumore fisso nella fase post-fusione degli oggetti, i vincoli sui parametri dipendono così soltanto marginalmente dai dettagli della curva di sensibilità del sensore che effettua la detection ma in maniera molto forte dal coefficiente di riflessione. Potrebbe essere possibile rintracciare o negare correzioni Planckiane alla scala dell'orizzonte per oggetti ultracompatti perfettamente riflettenti (R = 100) con un grado di affidabilità pari a Sigma 5 anche tramite i dati di aLIGO/Virgo. In futuro, nel caso di rapporto segnale/rumore pari a 100 (e quindi in presenza di miglioramento tecnologico con l'Einstein Telescope o LISA) e in presenza di una coefficiente di riflessione compreso tra 30 e 85%, si potrà raggiungere una confidenzialità nell'ordine di 2 o 3 Sigma. Lo studio rappresenta il primo step nello sviluppo di un template accurato da utilizzare per la ricerca delle eco nei segnali delle onde gravitazionali, forme di onda che consentiranno di filtrare il segnale alla ricerca di un match con i modelli proposti, dipendenti dai parametri. In alcuni casi, addirittura, l'eco potrebbe essere trovata anche laddove il ringdown non sia rintracciabile. E' allo studio anche una modellizzazione delle eco per oggetti ultracompatti rotanti, che rappresentano la parte più interessante sia per il fatto di essere i più comuni sia perché presentano svariate forme di instabilità.