Marte: tra metano, molecole organiche e un passato ghiacciato
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Due articoli apparsi sul numero di Science riaccendono l'interesse verso il pianeta rosso, tra ciclo del metano e molecole organiche di 3 miliardi di anni fa


Fonte Background levels of methane in Mars’ atmosphere show strong seasonal variations - Science (Christopher R. Webster et al)


Due articoli apparsi sul numero di Science di Maggio 2018 riaccendono l'interesse verso il pianeta rosso: il primo rivela la presenza di un ciclo del metano che ricalca l'andamento stagionale mentre il secondo rivela la presenza di composti organici affiorati durante le operazioni di perforazione portate avanti da Curiosity. Il ciclo del metano potrebbe derivare dall'intrappolamento di particelle in cristalli a base di acqua e dalle variazioni indotte dalle diverse condizioni di insolazione legate alle stagioni. Il passaggio dal sottosuolo alla superficie del metano innescherebbe un assorbimento e un rilascio in grado di produrre la variazione atmosferica rilevata durante lo studio di tre anni marziani. Le stagionalità portano il metano da 0.24 a 0.65 parti per miliardo con un picco raggiunto al termine dell'estate settentrionale. Sebbene sulla Terra il metano sia legato a fattori biologici, le motivazioni della presenza marziana di questo elemento sono quindi riconducibili a fattori abiotici.  Dalle trivellazioni di Curiosity nel cratere Gale, precisamente in Mojave e Confidence Hill, sono risultati invece composti organici in rocce risalenti a 3 miliardi di anni fa. Queste molecole organiche (tiofene, metiltiofene, metantiolo e solfuro dimetile) sembrano poter rappresentare ciò che resta di molecole più grandi soprattutto in confronto a quanto rinvenuto in meteoriti marziane.