Oggetti G: attesa decennale per nuovi candidati
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L'osservazione del centro galattico potrebbe aver regalato la presenza di ulteriori oggetti apparentemente nebulari ma molto più densi. Per avere la prova occorrerà attendere


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Il centro galattico è affollato di oggetti particolari, nascosti dietro un velo di polvere, somiglianti a nubi di gas ma dal comportamento stellare: si tratta di oggetti chiamati G-Objects, o "dusty stellar objects". Si muovono molto rapidamente nei pressi del buco nero galattico e pongono una serie di interrogativi che hanno portato all'uso di molti telescopi tra i quali il Keck armato di spettrografo a infrarosso (OSIRIS). G1 è stato il primo di questi oggetti a essere scoperto nel 2004, seguito da G2 nel 2012: vennero classificati come nubi di gas e polvere ma il passaggio ravvicinato a SgrA* ne evidenziò una natura diversa, tale da sopravvivere inaspettatamente al passaggio stesso. Oggi si ritiene che possa trattarsi di stelle divenute tanto grandi da donare gli involucri più esterni all'azione del buco nero centrale, ma con un nucleo abbastanza massiccio da consentire una sopravvivenza intatta. Ma perché sono così grandi? Evidentemente l'energia interna è molto elevata e si ritiene che possa trattarsi di quel che resta della fusione di due stelle in sistema binario. Nel lungo periodo, la gravità del buco nero andrebbe ad alterare il sistema e le orbite interne fino a indurre la collisione. L'oggetto nascente spiegherebbe l'energia in eccesso e l'aspetto "gonfiato" della stella derivante. Questo aspetto dovrebbe durare circa un milione di anni prima di tornare all'aspetto di una stella normale. Lo strato più esterno, tra l'altro, sarebbe talmente denso da non lasciare intravedere la stella all'interno. E qui entra in gioco OSIRIS: tramite questo strumento si è riusciti a isolare l'emissione dell'oggetto dal background e ad analizzarne lo spettro in tre dimensioni, due dimensionali e una legata alla velocità dello spostamento. Tramite queste osservazioni sono stati osservati ulteriori oggetti che potrebbero essere G3, G4 e G5, la cui natura è ancora tutta da analizzare e confermare e un momento topico si avrà al passaggio ravvicinato di questi nuovi oggetti al buco nero, il che avverrà tra decenni: 20 anni per G3 e ancora di più per gli altri due.