Un indice per testare l'universo in espansione
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Un modello matematico sviluppato a fine 2017 cerca di identificare e quantificare le inconsistenze nei dati cosmologici provenienti dalle diverse missioni e da diversi esperimenti


Fonte Cosmological discordances. II. Hubble constant, Planck and large-scale-structure data sets - Physical Review D (Weikang Lin et al)


Un modello matematico sviluppato a fine 2017 cerca di identificare e quantificare le inconsistenze nei dati cosmologici provenienti dalle diverse missioni e da diversi esperimenti al fine di comprendere da cosa possa dipendere l'espansione accelerata dell'universo. Le incongruenze riscontrate possono riferirsi a errori di misurazione oppure a modelli incompleti o parzialmente errati. Oggi ci basiamo su un modello standard nell'ambito del quale vengono assegnati valori a parametri, valori che vengono dedotti dalle osservazioni ma il problema consiste nel fatto che esperimento diversi forniscono a volte valori diversi. E' stato così elaborato un Indice di Inconsistenza (IOI), una misura del tutto nuova che fornisce un valore al grado di discordanza esistente tra due o più set di dati. I valori il cui IOI è superiore a 1 sono dichiarati inconsistenti mentre quelli con IOI superiore a 5 sono fortemente inconsistenti. La costante di Hubble è basata sull'osservazione di supernovae ma anche su altri fenomeni a distanze maggiori (es. il metodo usato da Planck sulla radiazione cosmica di fondo) e mentre le metodologie basate su fenomeni distanti sono in accordo, quella basata sulle supernovae locali sembra del tutto inconsistente. Ulteriore problema è che altri metodi locali sono in linea con quanto calcolato tramite supernovae, ma in contrasto con quanto osservato tramite Planck. L'IOI è stato applicato a cinque set di dati osservativi collegati alla struttura a larga scala: i parametri cosmologici calcolati sono in forte contrasto, sia individualmente sia collettivamente, con quelli determinati tramite Planck il che è molto intrigante poiché il risultato ci dice che l'universo alla scala più ampia può avere un comportamento diverso da quello a scala locale o intermedia, il che a sua volta ci può far chiedere se il modello di gravità di Einstein possa essere valido a qualsiasi scala universale.