Civiltà a pianeta: interdipendenze pericolose
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Quattro modelli di reazione del pianeta all'utilizzo delle risorse: non sappiamo ancora in quale modello cada la nostra civiltà ma potrebbe essere tardi poiché finora l'analisi è stata parziale e omoc


Fonte The Anthropocene Generalized: Evolution of Exo-Civilizations and Their Planetary Feedback - Astrobiology (A. Frank, Marina Alberti et al.)


Ogni civiltà evoluta deve confrontarsi con le variazioni climatiche, naturali o indotte che siano, e questa sfida sembra costantemente rimandata o perlomeno non affrontata come si dovrebbe. Il destino di ogni civiltà è andare avanti pochi secoli prima di soccombere ai cambiamenti climatici? A metà 2018 un team della University of Rochester si è interrogato a tal proposito dal punto di vista astrobiologico.    Quando una civiltà cresce inizia a utilizzare sempre più risorse del proprio pianeta, il cui consumo modifica di conseguenza le condizioni del pianeta stesso: civiltà e pianeta non si evolvono indipendentemente ma sono legati da interdipendenza e il destino della civiltà dipende fortemente dall'uso delle risorse. Lo sviluppo di un modello matematico mostra in quali modi popolazione e pianeta possano svilupparsi insieme, evidenziando azioni e feedback come cambiamenti climatici al fine di comprendere cosa potrà andare ad accadere nel futuro. Ci sono quattro scenari individuati, evidenziati dall'immagine che mostra in rosso la traiettoria della temperatura planetaria (o comunque stato del pianeta) e in nero quella della popolazione civilizzata.  Die-off: popolazione e stato del pianeta aumentano a ritmi velocissimi. In questo caso la popolazione raggiunge un picco prima di un rapido declino legato all'aumento repentino della temperatura mondiale. La situazione si stabilizza ma in un ambiente in cui resterebbero vive 3 persone su 10; Sostenibilità: popolazione e temperatura crescono ma si stabilizzano senza effetti catastrofici. Lo scenario si verifica quando la popolazione riconosce di avere un effetto negativo sul pianeta e inizia a sostituire fonti di energia fossile con fonti rinnovabili, ad esempio;  Collasso senza cambiamento di risorse: la popolazione e la temperatura crescono entrambe rapidamente fino a che la popolazione non raggiunge un picco prima di precipitare. La civiltà collassa ma non è chiaro se le specie si estinguano; Collasso con cambiamento di risorse: la popolazione e la temperatura crescono ma la popolazione riconosce il proprio impatto negativo e inizia a modificare lo sfruttamento di risorse passando a quelle a basso impatto ambientale. Le cose sembrano migliorare ma la risposta impiega un tempo più lungo delle attese e la popolazione collassa comunque.  L'ultimo caso è forse quello più pauroso poiché anche se si sceglie di fare la cosa giusta, la scelta si dimostra tardiva.  I modelli sono stati creati basandosi su civiltà estinte come nel caso dell'Islanda orientale: le persone hanno iniziato a colonizzare le isole tra il 400 e il 700 raggiungendo i 10 mila elementi tra il 1200 e il 1500. Nel diciottesimo secolo le risorse erano quasi totalmente distrutte e la popolazione scese drasticamente a 2000 unità seguendo il modello Die-Off, adeguando il numero di elementi a quanto l'ambiente era in grado di sopportare. A oggi non è possibile prevedere il destino della Terra ma il futuro potrà regalarci modelli sempre più dettagliati in termini di feedback ai nostri utilizzi di risorse. Fermo restando che potrebbe essere troppo tardi, visto che finora si è pensato di poter far evolvere una civiltà senza tener conto dell'interdipendenza con il nostro pianeta.