Il processo che alimenta le dune di Titano
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La presenza di dune su Titano potrebbe celare segreti ancora inesplorati, visto che secondo uno studio di Aprile 2018 la formazione di queste strutture potrebbe derivare da processi geologici simili a


Fonte Geological Evolution of Titan's Equatorial Regions: Possible Nature and Origin of the Dune Material - Journal of Geophysical Research: Planets (J. F. Brossier et al)


Processi geologici che potrebbero giustificare la presenza di dune su Titano La presenza di dune su Titano potrebbe celare segreti ancora inesplorati, visto che secondo uno studio di Aprile 2018 la formazione di queste strutture potrebbe derivare da processi geologici simili a quelli terrestri. La superficie di Titano si presenta molto simile alla nostra: vallate, canyon, laghi, montagne e dune e molte di queste strutture sono forgiate dalle piogge di idrocarburi. La pioggia e lo scorrere degli idrocarburi darebbe vita a canyon e canali come sulla Terra innescando un processo che inizia sulla cima delle montagne e termina nelle pianure e nelle tempeste di sabbia. Le dune coprono oggi un'area molto maggiore del previsto, estendendosi per tre milioni di chilometri quadrati (equivalente a tre volte il deserto della Namibia) mentre il ghiaccio esposto potrebbe essere davvero molto abbondante anche se ottenere le prove è estremamente complesso e richiede uno studio multifrequenza e uno studio di riflettività. I dati provengono da VIMS, a bordo di Cassini, e raccontano una storia che parte dalle cima delle montagne equatoriali di Titano dove l'atmosfera spessa depone continuamente strati di materiale organico. Proprio dalla firma spettrale di queste toline è stato ripercorso il processo geologico per la produzione di dune su Titano: le piogge di metano erodono le cime creando canali nel terreno; l'erosione pulisce le toline e le fa "franare" fino ai bacini in pianura dove si depositano. I venti soffiano via i granelli più piccoli e questi vanno ad accumularsi in dune.