Al centro della Formica, una stella doppia
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L'evidenza di un segnale laser in infrarosso richiede una quantità di materiale intorno alla stella centrale della planetaria che di solito non c'è. A meno che non sia presente un disco di materiale e


Fonte Herschel Planetary Nebula Survey (HerPlaNS): Hydrogen Recombination Laser Lines in Mz 3 - Monthly Notices of the Royal Astronomical Society (Isabel Aleman et al)


Nebulosa Formica. Credit University of Manchester Nella Nebulosa Formica dovrebbe nascondersi un sistema binario tradito da una emissione laser atipica ed estremamente rara, connessa alla morte di una stella evidenziata dalle osservazioni di Herschel Space Observatory. La Nebulosa Formica deve il nome alla struttura bilobare che la caratterizza e le osservazioni di Herschel hanno evidenziato una morte stellare molto più drammatica di quel che i bellissimi colori possono far pensare. L'emissione laser dal nucleo della nebulosa, visibile in infrarosso, è qualcosa di molto raro legato alla ricombinazione dell'idrogeno, prodotta soltanto in determinate condizioni e paradossalmente il primo a ipotizzare la possibilità di questi fenomeni fu proprio Donald Menzel che scoprì la Nebulosa Formica negli anni Venti. La tipologia di laser necessita di un gas molto denso vicino alla stella (in una distanza Sole-Saturno, tanto per intenderci), dieci mila volte più denso del gas delle tipiche nebulose planetarie. La soluzione vede la presenza di un disco intorno alla stella e proprio un disco simile è stato osservato in un orientamento tale da aiutare ad amplificare il segnale laser. Il disco suggerisce la presenza di una compagna visto che è molto difficile riuscire a far entrare in orbita il materiale espulso durante le ultime fasi.