Galileo, venti anni dopo per conoscere Ganimede
loading

I dati della sonda Galileo sono ancora sotto analisi e dopo venti anni descrivono in una maniera finora inosservata l'ambiente magnetico di Ganimede e la sua atmosfera.


Fonte Old Data, New Tricks: Fresh Results from NASA’s Galileo Spacecraft 20 Years On - Geophysical Research Letters (Goddard Space Flight Center - NASA)


I dati della sonda Galileo, terminata nel 2003 intorno a Giove dopo otto anni di osservazioni, continuano ad essere una fonte importante visto che ancora nel 2018 forniscono dettagli sull'ambiente magnetico della luna Ganimede: uno scenario che parla di particelle scaraventate sulla superficie ghiacciata della luna come conseguenza di una pioggia di plasma e di forti flussi di plasma spinti tra Giove e Ganimede da eventi magnetici esplosivi che si verificano tra i due corpi proprio come conseguenza dell'interazione magnetica. Simili dati potrebbero far luce su molti aspetti nascosti di Ganimede, come ad esempio le aurore particolarmente brillanti. Il campo magnetico di Ganimede fu scoperto già nel 1996 dopo l'arrivo di Galileo e fu la prima volta che un campo magnetico venne trovato in una luna solare. Sei flyby della Galileo tra il 1996 e il 2000 raccolsero una enorme quantità di dati misurando densità, temperatura e direzione del plasma.  Ganimede offre quindi l'opportunità di studiare un campo magnetico posto nel dominio del grande campo magnetico di Giove, protetto dal vento solare e quindi particolare rispetto a qualsiasi altro corpo celeste. Anziché essere forgiato dal vento solare, il campo magnetico di Ganimede si muove in modo da creare un lungo corno esteso davanti alla luna in direzione dell'orbita da percorrere. Le particelle, accelerate dalla magnetosfera gioviana, piovono continuamente sui poli di Ganimede visto che il campo magnetico della luna le convoglia verso la superficie ghiacciata. L'atmosfera di Ganimede è molto sottile e la fuga di particelle può raccontarci qualcosa riguardo ciò che ancora non sappiamo.