Galassie nane e formazione stellare
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Ventisette galassie nane del Gruppo Locale per il test di modelli di formazione stellare: la durata della nascita delle nuove stelle dipende dalla protezione della materia oscura


Fonte Pushing back the limits: detailed properties of dwarf galaxies in a LCDM universe - arXiv (Yves Revaz, Pascale Jablonka)


  Ventisette galassie nane oggetto di studio   Lo studio di 27 galassie nane, portato avanti a inizio 2018, ha evidenziato una enorme varietà nei processi di formazione stellare il che fornisce molti dettagli sull'universo primordiale visto che le galassie nane sono indiziate come le più antiche, visto che le galassie giganti dovrebbero essere il risultato della fusione di galassie minori che, nonostante l'aggettivo "nane", sono in possesso comunque di una gran quantità di materia, soprattutto oscura. Il campione di galassie è stato osservato per testare dei modelli in grado di tener conto del maggior numero di parametri possibili, tra la quantità di materia barionica e quella oscura, la compressione del gas e il suo riscaldamento iniziale fino ad arrivare alle prime supernovae e all'arricchimento chimico. I modelli sono stati confrontati con la situazione osservativa delle nane del Gruppo Locale. I risultati hanno evidenziato che il modello migliore dipende dalla densità della materia oscura e della materia barionica: questo parametro va a segnare il processo di formazione stellare visto che se la materia è dispersa in termini eccessivi, l'idrogeno sarà troppo caldo e finirà con l'evaporare stoppando la formazione stellare. La formazione di nuovi astri dipende quindi dalla densità dell'alone di materia che protegge la galassia stessa.