Lune marziane: nuovo vigore alla teoria dell'impatto
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Riprende vigore la teoria dell'impatto anche per le lune marziane: le simulazioni parlano di una collisione con un corpo assimilabile a Vesta. Si attendono i dati della futura missione giapponese MMX


Fonte Origin of Phobos and Deimos by the impact of a Vesta-to-Ceres sized body with Mars - Science Advances (R. Canup el al)


  La nascita delle lune di Marte è sempre più un mistero e a fronte di una maggioranza che vota per la cattura gravitazionale ogni tanto torna alla ribalta la teoria dell'impatto: ad aprile 2018 un nuovo studio sostiene la compatibilità con un impatto di Marte con un pianeta nano risalente al tempo in cui Marte stesso era ancora roccia fusa.  Secondo le simulazioni, l'impatto avrebbe dato vita a un disco di detriti la cui parte più distante avrebbe generato i satelliti Phobos e Deimos. La parte interna potrebbe aver dato vita a lune maggiori che con il tempo si sarebbero aggregate a Marte stesso. Le lune marziane, quindi, dovrebbero avere una composizione chimica pari a quella del pianeta e, data la bassissima velocità di fuga, dovrebbero essere totalmente aride. La missione giapponese Mars Moon eXploration, prevista dalla JAXA nel 2024, avrà quindi anche il compito di testare questa teoria analizzando la composizione delle lune di Marte.