Dai fondali marini un'acqua che non necessita di asteroidi né di comete
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L'analisi isotopica delle rocce lunari riportate dall'Apollo e dei fondali oceanici terrestri ristabilisce il legame di parentela sull'origine Terra-Luna ma rende l'acqua terrestre più antica rispetto


Fonte Oxygen isotopic evidence for accretion of Earth's water before a high-energy Moon-forming giant impact - Science Advances (Richard C. Greenwood et al.)


Luna e Terra da DSCOVR. Credit NASA Stando alle misurazioni effettuate a marzo 2018 da un team internazionale di astronomi, la teoria del grande impatto e della nascita della Luna da una collisione terrestre trova conferma ma, al contrario, l'origine dell'acqua sulla Terra viene rimessa in discussione. Gli isotopi dell'ossigeno ottenuti dai campioni lunari riportati dalle missioni Apollo e quelli presenti nei fondali oceanici risultano molto simili, differenti soltanto in 3 o 4 ppm, ma se da un lato questo ristabilisce la parentela Terra-Luna dall'altro ci dice che l'acqua che vediamo oggi sulla Terra deve essere stata presente già al momento della collisione con "Theia" e che deve aver superato, resistendo, anche a un impatto del genere. I crateri lunari stanno lì a raccontarci la storia di un bombardamento successivo di asteroidi e comete, e da sempre la presenza di acqua sulla Terra è stata ricondotta a questo bombardamento ma in tal caso gli isotopi sarebbero stati diversi, più simili a quelli dei corpi minori.