La stella che generò le comete
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Uno studio basato su 340 oggetti solari mostra come orbite e tempi siano compatibili con il passaggio della Stella di Scholz a una distanza inferiore all'anno luce 70 mila anni fa. Perturbazioni tali


Fonte Where the Solar system meets the solar neighbourhood: patterns in the distribution of radiants of observed hyperbolic minor bodies - Monthly Notices of the Royal Astronomical Society: Letters (Carlos


  Rappresentazione della Stella di Scholz settantamila anni fa   L'idea che le comete si siano introdotte nel Sistema Solare interno a causa del disturbo gravitazionale di una stella di passaggio sembra trovare conferme in uno studio di inizio 2018, basato sul movimento di alcuni oggetti ancora "segnati" dall'incontro con una stella avvenuto circa 70 mila anni fa, quando l'uomo prendeva possesso del pianeta.  La stella in questione sarebbe la Stella di Scholz, giunta a una distanza dal Sole inferiore all'anno luce (forse inferiore anche a 0.6 anni luce) e quindi in piena Nube di Oort (oggi la stella si trova a 20 anni luce, è un sistema binario dato da una nana rossa con massa pari al 9% della massa solare e da una nana bruna). Il flyby della stella era già stato documentato nel 2015 ma tre anni dopo un team di astronomi ha analizzato l'andamento di 340 oggetti solari con orbita iperbolica, giungendo alla conclusione che le traiettorie siano in effetti figlie del passaggio della Stella di Scholz. Il radiante dei corpi esaminati sembra infatti riconducibile a una stessa zona di cielo, il che è statisticamente significativo soprattutto per il fatto che la Nube di Oort è vastissima. Il radiante comune si trova nei Gemelli, proprio la zona che ha visto il passaggio della stella. Potrebbe trattarsi di pura coincidenza, ma radianti e tempi sono davvero molto compatibili.