Formula di Drake, la rivisitazione di N
loading

Una rivisitazione della formula di Drake rivaluta la componente L ponendo stringenti vincoli temporali alla ricezione di segnali: le possibilità di captare messaggi non sono poi così alte.


Fonte Area Coverage of Expanding E.T. Signals in the Galaxy: SETI and Drake’s N - arXiv (Claudio Grimaldi, Geoffrey W. Marcy, Nathaniel K. Tellis, Frank Drake)


Il parametro L dell'equazione di Drake subisce una forte botta a inizio 2018, con l'uscita di un paper a firma dell'italiano Claudio Grimaldi e di Frank Drake stesso. I segnali che, eventualmente, potremmo captare proverrebbero probabilmente da civiltà molto remote e probabilmente estinte. I segnali che, invece, starebbero inviano le civiltà attuali giungerebbero a Terra quando ad essere estinti saremmo noi (e probabilmente anche loro).  Rappresentazione dell'espansione dei segnali. Il parametro N corrisponde alle civiltà che stanno cercando di inviare segnali e, ipotizzando una distribuzione omogenea nella Galassia di queste civiltà e indicando con L il periodo temporale in cui queste civiltà trasmettono, si ottiene che il numero medio di segnali coincide con il numero medio di civiltà che emettono segnali in questo momento, quindi L andrebbe a coincidere con N. Dal momento che la Galassia è ampia 100 mila anni luce, ogni segnale inviato prima di 100 mila anni fa è ormai uscito dalla Via Lattea e andato perso quindi L è compreso tra 0 e 100 mila. Il termine della trasmissione di segnali può anche essere involontario: a parte i segnali volutamente inviati nello spazio, infatti, ci sono segnali che vengono dispersi dalla normale attività quotidiana e quelli, sulla Terra, stanno diminuendo di molto con il passaggio alla comunicazione via fibra.