Oceani marziani e Tharsis: si inverte la nascita
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Uno studio della UC Berkeley inverte l'ordine temporale di nascita degli oceani marziani e della regione del Tharsis: l'inversione potrebbe spiegare anche le anomalie nelle diverse caratteristiche del


Fonte Timing of oceans on Mars from shoreline deformation - Nature (Robert I. Citron et al)


L'oceano primordiale di Marte. Credit Robert Citron images, UC Berkeley   Dubbi sugli albori e sulla profondità degli oceani marziani sono sopravvenuti a inizio 2018 e legano la storia dei primordiali oceani del pianeta rosso al più grande sistema vulcanico del Sistema Solare, il Tharsis, evidenziando il ruolo chiave del riscaldamento globale. In questa ottica, gli oceani potrebbero essersi formati in concomitanza, se non prima, al tratto vulcanico in questione, il quale ha origine 3.7 miliardi di anni fa. All'epoca il Tharsis non aveva deformato la crosta marziana come ha fatto ora e le pianure, che all'epoca rappresentavano il fondale marino, erano meno profonde rispetto a quanto ipotizzato fino ad ora con la conseguenza che la quantità di acqua era la metà di quella da sempre stimata.  Il Tharsis, a quel punto, avrebbe poi modificato l'atmosfera tramite i gas espulsi, innescando un riscaldamento globale o effetto serra tali da consentire la presenza di acqua liquida. Questo consentirebbe di rispondere anche al problema dei diversi livelli della "spiaggia" marziana che, contrariamente a quella terrestre, mostra differenze che arrivano anche a un chilometro: l'irregolarità potrebbe essere spiegata nel caso in cui il primo oceano, Arabia, si fosse formato circa 4 miliardi di anni fa e dosse esistito, anche a intermittenza, per il primo 20% del tempo di crescita del Tharsis: la crescita del vulcano avrebbe provocato lo sprofondamento e la deformazione della costa nel tempo, spiegando le irregolarità.