STEVE: una sub-aurora dei citizens
loading

Osservazioni di appassionati di aurore, unitamente a dati dallo spazio, mostrano per la prima volta una emissione luminosa per uno stream di particelle noto già da decenni.


Fonte New science in plain sight: Citizen scientists lead to the discovery of optical structure in the upper atmosphere - Science Advances (Elizabeth A. MacDonald et al.)


A volte le aurore sono "macchiate" da un bagliore color porpora che con le aurore sembra aver poco a che fare. Per tanti anni queste luci sono state dibattute in articoli su blog di appassionati e hanno rappresentato un mistero che ha attratto anche gli scienziati NASA fino a giungere al progetto Aurorasaurus. Una svolta c'è stata quando alle immagini da Terra si sono aggiunte quelle di Swarm, satellite ESA che passava al momento giusto nel posto giusto. Vengono così riprese le luci porpora (STEVE - Strong Thermal Emission Velocity Enhancement), luci che possono dire molto circa l'interazione magnetica della Terra con le particelle cariche dello spazio. Si tratta di una interazione che avviene a più di migliaia di chilometri da Terra, nello spazio, quindi non si tratta di una normale aurora. Le aurore si mostrano in forma ovale, durano ore e appaiono verdi, blu e rosse. Queste sono linee che iniziano e finiscono, e sono porpora. La loro durata va da 20 minuti a un'ora al massimo. L'origine può essere comune, partendo dalle particelle cariche del Sole che interagiscono con le linee magnetiche della Terra, ma la differenza sta nei dettagli: STEVE viaggia lungo linee diverse rispetto a quelle dell'aurora e appare anche a latitudini molto più basse.     Osservazioni decisive si sono verificate il 10 marzo 2018 su Canada e Alberta, con STEVE visibili per circa mezz'ora. I dati di Swarm hanno mostrato che STEVE comprende uno stream di particelle molto veloci chiamate SAID (sub auroral ion drift), note già dagli anni Settanta ma mai legate a effetti visuali. Swarm ha ottenuto i dati ma a bordo non è dotato di una camera nel visibile, cosa che invece è stata utilizzata a Terra. Gli scienziati ora sanno che ci sono processi chimici sconosciuti nelle zone sub aurorali, a latitudini minori, in grado di produrre emissione luminosa. Emissione che comunque si verifica in presenza di aurore nelle zone aurorali, il che vuol dire che c'è qualcosa che si verifica nello spazio prossimo alla Terra che guida sia aurora sia STEVE.